... questo blog letto da tre persone in croce, pubblico comnque il link al post di Sandrone Dazieri Contro la censura di stato e al trailer del film in questione, che non ho visto, non so se vedrò e non so neppure se mi possa piacere, ma condivido il pensiero del gorilla.
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:10 |
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You're one year older/One year wiser
Rock 'n' roll star, king, czar, and a kaiser
A room full of friends/A mouth full of cake
Every present is for you, and it feels pretty great
You're the man of the hour, the V.I.P.
You get the first slice of the P-I-E
So blow out your candles and make a wish
Put a smile on, 'cuz it's your birthday, bitch!
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 13:02 |
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Continuo a ripetermelo e continuo a rispondermi che "...un bel cazzo!". Sto giusto pensando alla legge Biagi, varata dagli immondi, usando un nome martirizzato (e anche lì avrei i miei dubbi sul vero mandante della tempestiva immolazione, ma forse leggo troppi libri e vedo troppi film di intrighi internazionali), sto giusto pensando alla Bossi-Fini, sto giusto pensando agli scempi già perpetrati dalla regione lombardia e quelli che ci attendono dietro l'angolo, ovviamente senza l'impiego di vaselina.
Ieri sera, il concertino elegante degli Elii è caduto a proposito. Per due ore sono riuscita a non giusto pensare e a distrarmi e rilassarmi, assorbendo le vibrazioni positive che ogni volta le loro performance live sanno regalarmi a pacchi.
Mi rendo conto che non potevano ignorare quello che sta succedendo fuori dalle mura del RS, ma sono loro grata per aver fatto solo un accenno sul encore del concerto, dicendo la loro con l'esecunzione di un brano del loro ultimo album.
Il congresso delle parti molli
Sta svolgendosi nell’organismo
Il congresso delle parti molli;
Un convegno che non mancherà di fare rumore.
Tutti gli organi del corpo umano
Sono pronti per la votazione:
La mozione è la sostituzione della direzione.
Sono presenti fra gli altri la milza, lo stomaco
Le reni, laringe, faringe, meningi, mammelle
Polmoni, polpacci, budelle
E’ il buco del membro che sta parlando.
Gli interventi sono concordanti tutti vogliono il buco del membro
Una scelta che non mancherà di fare rumore
Mai mai e poi mai l’avrei detto mai
Che un buchino potesse guidare il mio corpo bellissimo
Per darti un’idea sono appena al di sotto di Brad Pitt
Ma più bello di Johnny Depp,
Che moltissimi chiamano Johnny Deep.
Però io ritengo che il buco del membro
Non sia il candidato giusto per la guida del corpo.
Produce la gente ma è privo di mente;
Incarna le peculiarità tipiche del testa di cazzo.
Se il buco del membro comanda alle membra
Finisce che ho sempre il corpo priapissimo.
Il Polifemo della fertilità vince ed io non posso farci niente,
Me Tapino sono alla mercè di un foro incompetente,
Sento gli ordini partire da laggiù, dal basso ventre.
Mentre passeggio in città sento un impulso per le donne
Di qualsiasi modello, capelli, statura e classe sociale
Mi sembrano tutte donnissime sì sì sì sì,
Ci vorrebbe un minuto di sosta
Perché sono pago però non mi basta e temo
La morte per gioia
Ahi ahi ahi ahi, rischio l’aldilà
Quando invece si sta così bene nel mondo dell’aldiquà
Parafrasando Sergio Endrigo dirò che
Se per fare un tavolo ci vuole il legno,
Per fare tutto ci vuole tutto.
Amico meato ormai ti ho accettato
E forse sei meglio tu dell’encefalo
Valutando i risultati della sfida endopolitica
Si scopre la verità: vince il büs del member.
Il buchino delle libertà
Buco con il membro intorno
Più bello di Johnny Deep
O Johnny Depp, o Johnny Daip o Johnny D.
O come dir si voglia.
Ma per gli amici è il büs del member,
Te lo dico con la Fender.
Temo che diventerà l'inno di questo periodo grigio.
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 15:21 |
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... un TomTomVoto non lo hanno ancora inventato?
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 10:11 |
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Ho appena ricevuto la visita dello spettro del natale passato.
Così, dal nulla, mi è arrivato un PVT su Splinder in cui mi si chiedeva se ero la tal persona che frequentava il tal posto e usciva col tal tipo, nella tal era geologica. Ero io. Intercettata, onestamente non ho ancora capito come, da un amico che non vedo da almeno... 16/17 anni. Era partito per andare a vivere in Scozia con la fidanzata. E vive ancora là, sempre con la fidanzata (sono una delle copie più longeve che conosca). Ha riletto una mia dedica sul diario (tipo incisioni rupestri, credo) e gli sono tornata in mente. Mi ha cercata su internet e ha trovato il mio blog.
Buffo, ciclicamente mi veniva da pensare a lui/loro ogni tanto, chiedendomi se fossero ancora là, se avessero "messo su famiglia", che strada avesse preso il loro cammino, insomma. Così, per curiosità. Convinta che loro di me non si ricordassero. Se adesso mi sento un persona poco incisiva e ancor meno interessante, immaginiamo come mi potessi sentire a 15/17 anni...
Insomma, sono tornati davanti ai miei occhi visi quasi dimenticati, situazioni passate, ricordi semicancellati... Ho rivissuto momenti imbarazzanti, grandi dolori e immense gioie. Ho ritrovato le mie prime volte. ho riscoperto sensazioni di un tempo passato. E' stato un nostalgico tuffo nella mia adolescenza, proprio negli anni in cui ricominciavo a vivere dopo un periodo di blackout totale. Ho ripercorso, con la confortevole distanza dei ricordi, il ciclo da araba fenice a cui mi ha costretto quel periodo oscuro. Mi sono sentita ritemprata e sfolgorante.
E' stato il più bel regalo che il fato mi potesse fare.
Adesso mi piazzo davanti al PC in attesa degli spettri del natale presente e futuro. Vediamo che succede...
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 15:49 |
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Quando oramai i 34 stanno sfiorendo e scivolando insesorabilmente verso la chiusura del quinto ciclo di vita; quando oramai mi sono "sistemata" nella sedia a cinque razze di questo tristo e pesto studio fiscale, dove amministro umanamente esanimi disumani; quando oramai ogni verve cognitiva e di apprendimento se n'è andata giù per lo scarico, sospinta dallo sciacquone dell'imbolsimento mentale; quando ormai non ci sono più oramai, ho scoperto cosa avrei potuto studiare dopo il diploma: antropologia sociale e culturale. Ma l'ho scoperto solo lavorando dove lavoro, vivendo come vivo, avendo fatto le esperienze che ho fatto, avendo incontrato le persone che ho incontrato. Quindi, devo intenderlo come un segno del fatto che potrei ancora mettermi in gioco, oppure come un segno che il destino è quel che è, non c'è scampo più per me?
A voler considerare il livello di energia residuo in questo venerdì pomeriggio, la risposta spontanea sarebbe "La seconda, la seconda!". Se poi vogliamo dar retta alle considerazioni di Oddifreddi sull'università italiana, sarebbe anche uno sperco di energie, già esauste. Non prendo neppure in considerazione la possibilità dell'autodidattica. Con la maglia ai ferri e all'uncinetto ha funzionato, ma con l'antropologia? Non è che devo prendere la creta e modellare un uomo (quello pare sia un hobby creativo da divinità), oppure fabbricarlo all'uncinetto n. 6 con filato secco 100% materia animale... Ho scoperto, ma questo tanto tempo fa, che se inizio un lavoro fisico, manuale, da autodidatta posso benissimo cavarmela da sola, ma ho scoperto anche che è una forma di autismo, e che funziona solo con gomitoli, aghi, fili di metallo e lana cardata...
Che confusione... Che illusione... Avrei già anche in mente l'argomento della tesi... Ma lo so, a lungo andare, sarebbe solo un'altra perdita di tempo.
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:50 |
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Mi hai nauseato, definitivamente.
Mezze verità, giochi di parole, sotterfugi, essenziale appositamente non detto, silenzi tattici, risposte ambigue. I tuoi sono tutti giochini disgustosi che, come sanguisughe, privano di linfa vitale il nostro rapporto, ormai malato e cadente.
Ci abbiamo messo tanto a dargli una parvenza di stabilità, a sto rapporto così strano, e adesso sono qui a chiedermi il perché. Forse è stata tutta fatica stupidamente sprecata. forse dovevo gettare la spugna alle prime avvisaglie e buttare tutto alle ortiche, perché tutto quello che ci vedevo era distorto dalla mia percezione e dalla mia necessità di instaurare un rapporto adulto con te.
Purtroppo, anche se da una parte sono diventata intollerante verso certi atteggiamenti e dall'altra mi sono scoperta una fan della schiettezza e della comunicazione semplice ed efficace, non riesco a pensare di dirtelo di persona, perché ad un tuo possibile, probabile, diniego potrei reagire davvero molto male e non ho neppure più voglia di incazzarmi. Non ho più voglia di parlare per ore per scoprire che non hai ascoltato quello che ti ho detto o, peggio, che hai filtrato i miei discorsi per costruirti un'idea tutta tua di quello che penso, della nostra situazione e delle tue responsabilità su tutto quello che c'è stato e c'è di negativo.
Sono stanca, disillusa e disincantata da questo rapporto che credevo, a quanto pare ingenuamente, fosse diventato più maturo.
Di certo c'è anche una mia parte di responsabilità ma, contrariamente al solito, non me la sento di biasimarmi per questa triste evoluzione. Ho usato la sincerità VERA, non il taglia e cuci che usi tu, per portare avanti questa cosa, rischiando anche di essere molesta e pericolosa. Se non sai starmi dietro, forse non c'è più strada che si possa percorrere insieme.
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:48 |
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La mia vita sta assomigliando sempre più al mio lavoro, anzi alla parte frustrante ed esaustiva del mio lavoro.
Urge trovare l'antidoto, possibilmente senza lievito e proteine del latte, sgrunt!
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:15 |
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Eccole! Ero sicura che il loro arrivo mi avrebbe atterrito, e invece mi ci sono già affezionata.
Si palesano timidamente, sospinte dal sempiterno grasso sottocutaneo, ma si mostrano, oramai insistentemente. E non serve più che mi accigli, o sorrida, o pianga, o soffra. Sono sempre lì, appena accennate ma in continua evoluzione.
Davvero, non lo dico per auto-convincermi, non mi spaventano né mi irritano, né mi spaventa quello che dicono.
Sono i segni della mia battaglia quotidiana con il mondo e dicono che io esisto e sono arrivata fin qui.
Sono la somma di tutti i miei sorrisi, tutte le mie lacrime e tutte le mie emozioni.
Sono la mappa del mio percorso di vita.
Sono le mie rughe, nuove nuove.
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:18 |
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Escluso l'altro diretto interessato, non ho più alleati contro me stessa: anche la progenitrice ha saltato la barricata e ora parteggia per l'avversa fazione. Ovviamente non lo fa sbandierando opinioni, ma scagliando sottilissimi dardi di sagacia o allusioni poco velate sull'assenza di prole nella mia casa.
Dialogo 1:
Mamma Certo che quel nuovo terrazzo è pericoloso...
Figlia Pericoloso?
M: Certo! un bambino piccolo potrebbe farsi male!
F: Non ci sono bambini piccoli, qui
M: Mgr...mgr...
F: Eh?
M: Mi sembra ce ne siano due di troppo perché ne arrivi un altro...
Dialogo 2:
F: Ho una notizia sconvolgente... la vuoi sentire?
M: Cosa?
F: Limpida (un anno in più di me) è incinta... Ti rendi conto?!?!
M: E quindi?
F: Ma non ti sconvolge?
M: Ha 34 anni. Sarebbe anche ora! Anzi, è già quasi troppo tardi!
F: Ma io non ne facevo un fatto anagrafico! Io sto pensando alle conseguenze UMANE del suo atto procreativo!
M: Beh, sì... Però l'età è già fin troppo giusta!
Dialogo 3:
M: Ma la tua collega, di bambini non ne vuole?
F: Certo, è il terzo anno che ci prova... Ma a quanto pare hanno dei problemini...
M: Colpa sua o di lui... Colpa per modo di dire, eh!
F: Di entrambi: lei è inospitale e i girini di lui hanno il testone pesante e si arrendono prima di arrivare alla meta
M: Deficiente! Non sai spiegare le cose senza fare battute? (sogghigno)
F: No... (sorriso scemo di figlia monella)
M: Non si può iniziare troppo tardi a provarci... vedi?
F: Cosa?
M: La merda rosa!
F: Mamma!
M: Figlia!
Non capisco se questo suo cambiamento sia dato dal timore che io non la renda mai nonna (anche se da nonna non è che si diverta troppo) oppure per il terrore che io diventi come mia zia, con cui non ha mai avuto un idilliaco rapporto. In effetti qualche tratto del carattere che tanto la infastidisce affiora nella mia complessa struttura emozionale e poi anche io sono accoppiata ad un uomo più giovane e senza figli. Insomma le premesse sono buone... o no?
Comunque il suo sguardo truce, che da adolescente ho imparato a temere, e di cui, da adulta fuori casa, ho sentito spesso la mancanza, mi sta indubbiamente scrutando l'orologio biologico...
E se quest'ultimo si mettesse a ticchettare per lo spavento?
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:25 |
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Per tutta la mia infanzia è stata la "migliore amica". La mia adolescenza l'ha vista tramutarsi lentamente da "compagna di marachelle e affini" a "rivale in reperimento di attenzioni". Nella mia tarda adolescenza è uscita di scena, orfana di madre di cui sbandierava l'icona, tramutandola da donna orgogliosa e indipendente a trista madonna di Pompei, usandola come biglietto da visita ad ogni pié sospinto. E io, che per sua madre provavo rispetto e affetto, neanche troppo garbatamente allontanavo la figlia e i suoi atteggiamenti imbarazzanti dai miei giri di conoscenze.
Dopo la più importante rottura della mia vita sentimentale è ritornata in auge: la sua casa come culla per rigenerarmi, le sue conoscenze come nuovo, fertile terreno per ricreare radici, far sbocciare legami.
Poi la sua fuga in albioniche lande, dopo aver bruciato tutta la terra che aveva intorno a suon di debiti (potrei prendermi una anno sabbatico, mi restituisse mai la mia parte) e richieste di favori sempre maggiori.
Ancora, anni dopo, il mio zampino per farla riavvicinare al debosciato padre e la sua prima timida visita alla paterna dimora, dove mi ha trovato ben disposta ed accogliente, di fresco innamorata della gioventù e della vita. L'ho raggiunta poco dopo a Londra con il novello amorino e ho riallacciato con lei quel rapporto che tanto mi mancava, fortemente illusa che fosse la reale svolta del suo modo di vivere, trovandola responsabile e matura.
Poi il suo rientro in Italia, con il maturo e responsabile fidanzato inglese. La casa di mia nonna prestata (a parte le spese, ma mi sembrava poca cosa) per avere una base da cui ricominciare. E il lento degrado di nuovo verso una vita alimentatala da sconsideratezze e dalla mancanza di rispetto per chiunque, metodo infallibile se possessori di faccia di palta. Le lenzuola di mia nonna scomparse durante il trasloco verso una casa più consona, le spese della casa non (ancora) pagate, il maturo fidanzato accantonato fino alla rottura.
Poi il mio trasferimento verso altri lidi e il distacco di ogni filamento di un legame consunto ed esausto. All'inizio ci sono stati ancora degli sporadici, superficiali contatti che facevo durare il meno possibile, poi più nulla, da parecchio.
Lo scorso sabato ho scoperto che aspetta un bambino. Le gambe mi hanno ceduto, alla notizia. Si sono sommati talmente tanti sentimenti nel mio cuore che ho rischiato il collasso.
Avrebbe potuto essere una notizia splendida, ma l'unico pensiero lucido che ho formulato riguardava i tanti anni sprecati per una persona così crudamente egoista ed egocentrica. E insieme ho sentito una struggente nostalgia per un'amica che in realtà non è mai stata tale.
Il mio affetto va alla piccola creatura, a cui augro di assomigliare il più possibile alla nonna materna, fisicamente e caratterialmente.
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:13 |
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[...]
"Si combatte con le armi di cui disponiamo. O meglio, con le armi che ci vengono lasciate a disposizione. L'importante è avere il coraggio di continuare a combattere, anche se si è consapevoli che la partita è già persa in partenza. Giusto per non impazzire, o peggio, detestarsi."
"I vigliacchi non si detestano."
"Oh sì, invece. Ma mentono a se stessi. Perché ammetterlo sarebbe un suicidio morale. A questi, si aggiungano tutti quelli che hanno paura del conflitto, o di non essere più amati se compiono dei gesti di ribellione."
"E' un'apologia della violenza individuale?"
"No. No, certamente no. Solo la convinzione dell'utilità o della necessità sporadica del conflitto."
[...]
Un violent desir de paix - Andrea H. Japp
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:38 |
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Qualche volta vedi due occhioni scintillanti, incastonati nel musetto di un pupo tutto sorrisi e giuggiole, e pensi "Però!".
Qualche volta vedi una manina stretta convulsamente al dito del genitore di turno e un sorriso grande come l'universo che innalza gli angoli della bocca di entrambi e ti dici "Forse..."
Qualche volta vedi un pancione macroscopico portato con fatica, orgoglio, stanchezza, gioia, dolore e speranza e immagini come starebbe su di te, che effetto avrebbe su di te.
Qualche volta pensi a quanti anni hai e senti l'orologio biologico un po' in fermento.
Qualche volta pensi ai nomi propri di persona e selezioni una rosa di candidati ricercati, ma non troppo.
Poi...
Poi fai un aperitivo con un'amica, una cara amica che non vedi da anni... e invece che ascoltare rapita i suoi racconti e aggiornarla sulla tua vita, ti ritrovi a schivare bottigliette di aperitivo rosso schizzate in giro, evitare piccole dita unte di patatine che arrancano sui tuoi jeans, alzare il tono di voce per farti sentire oltre gli schiamazzi e i trilli, mettere le mani a conca di fianco alle orecchie, per captare la voce della tua amica... E, chicca finale, scopri che quegli sciammannati di genitori che non si curano del fastidio che la loro creatura provoca agli altri avventori del bar, quei genitori che sono lì a recitare la parte, come in un set di spot di brut (scusa S.B.), hanno chiamato quel piccolo, esile troll dalla chioma bionda, niente di meno che Cheyenne!
Ecco, le urla, il fastidio, la borsa della nonna piena di campari, gli occhiali da sole della mamma unti di patatine, il palese rincoglionimento della famiglia tutta, mi hanno fatto ricordare che stanno finendo i preservativi.
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 14:58 |
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