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Utente: haroldandmaude
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    martedì, 04 settembre 2007
    Confessioni di una mente mesmerizzata
    Ecco Trent, devo rendere un'ammissione di colpa...
     
    Dopo aver perso il tuo concerto ad aprile, domenica scorsa accorrevo a Bologna per recuperare, felice di potermi anche godere lo spettacolo dei Tool, che proprio qualche tempo fa...
     
    Ecco Trent, dicevo... gli atri gruppi me li sono persi, perché non si può costringere un essere umano ad entrare in una fornace e a permanerci fino alla fine dei giochi, con il sole a picco sui miei vestiti neri (sì, lo so, potevo scegliere un altro colore...) senza possibilità di tornare all'ombra dei pittoreschi stands della festa dell'unità di Bologna. Però degli altri gruppi me ne importava sega, perché c'eri tu alla fine, e prima di te i Tool, e io ero lì per te.
     
    Quindi Trent, mi sono appollaiata sulla collinetta di terra malata ricoperta di erba morente e filtri usati proprio in fronte al tuo palco, aspettando che i Tool ti aprissero le danze.
     
    Capiscimi Trent, Jambi e Stinkfist mi hanno inchiodato al suolo, Fortysix+2 mi ha rivettato la mascella alle ginocchia piegate, Schism mi ha scoperchiato il cranio e ha rimestato nel torbido, Rosetta ha iniziato a shakerarmi, arrampicandosi su per la colonna vertebrale, Flood mi ha limato le orbite, mentre Lateralus e Vicarious hanno abusato di me fino a sfinirmi. Le immagini, le luci, le movenze sincopate e sinuose di Maynard, l'assolo di Carey, i laser così anni '70, i disegni, tutto ha contribuito a sfondarmi il cranio e a stuprarmi l'anima. Alla fine del loro show ero attonita, mesmerizzata, ammaliata, prostrata, rinata, stremata.
     
    Tutto questo per dirti, Trent, che il tuo concerto, seppur potente e vibrante, non è riuscito a smuovermi dal torpore indotto dall'esperienza di magnetismo animale di cui ancora oggi porto le stigmate sensoriali.
     
    Insomma Trent, ti assicuro che mi costa moltissimo confessartelo, ma dopo Maynard, tu quasi mi hai annoiato...
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:44 | link | commenti (3) | categoria: muzik, kunst, traum, geschlecht
    mercoledì, 11 luglio 2007
    Come un coniglio di notte su una strada di campagna di fronte ai fari di un'auto in corsa

    La mattinata è iniziata così:

    (la mattinata da elettroencefalogramma piatto è iniziata prima, ma quella non conta, tranne quando c'è vomito di gatto da pulire)
     
    SMS: "Ho fatto una cazzata. Devo parlarti." Mia sorella. La regina precisina. La sacerdotessa della pianificazione millimetrica. Come, "Ho fatto una cazzata"? Mi sono agitata. Ma anche no. Perché mia sorella è anche l'Eleonora Duse del melodramma. Comunque l'ho chiamata. Per curiosità. Con un'idea appena di patema.
     
    Così mi racconta: ieri sera è andata ad una delle sue riunioni (comitato verdi, comitato per l'ambiente, comitato contro le antenne dei cellulari, corso di arabo... non so, non ho capito bene) e ha incontrato Heidi (lei la chiama Heidi, perché mio cognato la chiama Heidi, ma lei per me rimane, sempre, solo e comunque, Limpida) in avanzato stato di ... "...decomposizione?" ho suggerito io. Ovviamente no. Ho sentito una vocetta del mio profondo mormorara "..ccato..." )
    Quindi?
     
    Quindi ci ha scambiato quattro chiacchiere, prima di affrontare la riunione per la salvezza del pianeta (o almeno per la riunificazione dei popoli) e alla domanda di Limpida su come stessi io e alla richiesta di un numero di telefono a cui rintracciarmi, la mia impavida e granitica sorella si è lasciata prendere dal panico e le ha sganciato il mio numero, ma non il cellulare, che al massimo non rispondo, ma quello di casa, da cui riesci a risalire all'indirizzo di casa!!!
    ("Ho anche pensato di darglielo sbagliato, ma non mi sembrava carino"
    "..."
    "Perché in certi momenti non possiamo scambiarci? Tu avresti saputo cosa rispondere!")
     
    Questa notte mi ha sognata, nerovestita e infuriata all'estremo (che tutto sommato è vero, ma non con lei) che la picchiavo e inveivo, inveivo e la picchiavo.
    L'ho tranquillizzata. Le ho detto che le incursioni di Limpida nella mia vita non mi spaventano più. ("Cosa può farmi? Di soldi non gliene do più. Ho imparato la lezione anni fa. E non credo mi arrivi sotto casa per mollarmi il pupo") e l'ho tranquillizzata ché non aveva motivo di temere la mia ira, dopotutto Limpida sarà sempre un ombra all'angolo del mio occhio (magari quello destro, dato che l'emicrania oftalmica ne oscura la visuale periferica, tanto per vederla ancora più indistinta) e so che la ritroverò ancora sulla mia strada. Che non si angosci dunque, e mi auguri che quando succederà di nuovo, Limpida sia il coniglio pietrificato davanti ai fari della mia auto.
    Per una volta, un cambio di ruolo non mi farebbe schifo.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:35 | link | commenti | categoria: traum, launisch, gestern, familie
    mercoledì, 25 aprile 2007
    What’s in your head, in your head?
    Saranno almeno 13 anni che non mi capitava più un incubo del genere. L'ultimo mi aveva buttato a terra per giorni, come se quella notte, invece di riposare, avessi speso molto più dell'energia di cui disponevo.

    Questo nuovo episodio è stato più blando, ne sono uscita solo malinconica e un filo paranoica, malgrado abbia veramente tremato di terrore per tutta la notte; sia durante i sonni agitati, sia durante le veglie improvvise, che non erano però sufficienti a farmi cambiar rotta, e infatti mi riaddormentavo ritrovandomi catapultata di nuovo nel viscido sogno che il mio cervello stava essudando.

    In breve: la mia casa, con me e la mia famiglia dentro, era assediata dagli zombie. Non avevamo vie di fuga, quindi ad ogni loro cieco e violento attacco ci trovavamo sempre più accerchiati, rintanandoci nel cuore della casa.
    Avevo paura per me e per chi mi stava vicino; sapevo che era inutile disperarsi, che dovevo nascondermi per aspettare il momento buono per tentare di farmi strada tra i non-morti e cercare una via di fuga. E sapevo anche che non avevo praticamente speranze di sopravvivenza.

    Sono sicura di avere nuovi capelli bianchi, dopo l'altro ieri notte. E continuo a canticchiare il ritornello, irritante e fastidioso, di quella canzone. Funziona come una nenia però, quindi mi lascio fare.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 00:39 | link | commenti | categoria: muzik, traum, launisch
    martedì, 26 settembre 2006
    Don't Dream It, Be It!

    Questa notte ti ho sognato…

    Giravi per un locale-tipo-disco-bar con un secchiello di chocolate body paint in mano, cercando qualcuno che te lo regalasse, per una non meglio identificata celebrazione.

    All'improvviso ti sei parato davanti a me e, prima mi hai detto che io il regalo te l'avevo già preso, quindi non volevi fossi io a 'farmi carico della spesa del secchiello', poi lo hai appoggiato a terra, ci sei salito sopra, hai schioccato le dita, ordinando due Cuba Special: 'quelli con il Pampero' e abbiamo sorseggiato il drink chiacchierando e ridacchiando.

    I tuoi amici, per metà mi additavano e mi definivano 'la stronza', per metà cercavano informazioni, perché ad alcuni di loro, di me, ti eri sempre rifiutato di parlare.

    Il tuo amico dagli occhi di brace però, non c'era. Non era potuto venire, dicevi. Ma lo spiegavi al secchiello.

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 15:59 | link | commenti | categoria: traum