Questa è la tua vita e sta finendo un minuto alla volta
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Utente: haroldandmaude
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    martedì, 15 settembre 2009
    Nessuno può mettere Baby in un angolo!

    Quando sei una ragazzina adolescente ti senti un cesso, a causa dello sviluppo salterino e degli ormoni a ondate. Ti sembra che il mondo sia lì pronto a deriderti ad ogni passo, falso o giusto che sia. Hai idoli e sogni, nemici mortali e incubi. O almeno, è così che me lo ricordo io. E mi ricordo anche che durante la mia prima adolescenza uscì nelle sale italiane questo film romantico, che di “dirty” aveva proprio poco, ma che per tante ragazze come me, brutte anatroccole sgraziate e brufolose, è stato un lumicino a metà del tunnel. Baby (Frances) era bruttina e petulante (sì sì, impegnata e intelligente, coraggiosa e volitiva, ma sempre bruttina e petulante) eppure ha attirato l’attenzione di Johnny. L’ha addirittura sedotto! Guardare quel film ora mi fa un po’ ridacchiare, ma ogni volta che mi capita, della sensazione possibilista che mi diede allora, riesco ancora a sentire il riverbero. Di quello che ha fatto poi il bel Patrick, non mi ricordo di aver visto nulla, se non Point Break e Donnie Darko, ma lì era solo n attore, neppure tanto bravo. Ma il suo Johnny Castle, lo serbo gelosamente nel mio cuore di ragazzina brutta e imbranata. Addio Patrick, e grazie, per quel che te ne possa mai esser fregato.

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:28 | link | commenti | categoria: kino, launisch, zeit
    mercoledì, 06 maggio 2009
    Piccolo pensiero

    La scorsa notte è morto Dom Deluise. Per i fan dei film di Mel Brooks (prima che si facesse risucchiare il cervello dall'italiota Greggio), oggi è un mondo sottilmente più triste.

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:29 | link | commenti | categoria: kino
    martedì, 13 gennaio 2009
    Deduzione

    Amo quasi tutte le cover, odio quasi tutti i remake.

    (il quasi è d'obbligo in ogni mia affermazione. Non so essere categorica quasi in niente.)

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 18:08 | link | commenti (2) | categoria: muzik, kino, launisch
    domenica, 26 ottobre 2008
    Per quel poco che possa valere...
    ... questo blog letto da tre persone in croce, pubblico comnque il link al post di Sandrone Dazieri Contro la censura di stato e al trailer del film in questione, che non ho visto, non so se vedrò e non so neppure se mi possa piacere, ma condivido il pensiero del gorilla.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:10 | link | commenti | categoria: kino, kunst, launisch, zukunft
    domenica, 28 settembre 2008
    Farewell, Cool Hand Luke
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 10:46 | link | commenti | categoria: kino, liebe
    martedì, 02 settembre 2008
    E' una questione di qualità
    Da Memento in poi, Nolan si è scavato una nicchia nel mio cuore pulsante di cinefila onnivora. E anche se non è più riuscito a raggiungere un tale livello di eccellenza visionaria, con The Prestige ha saputo incantarmi quasi fino alla fine... sarebbe bastata una battuta in meno per rendere quel film una purissima gemma preziosa ...
    All'appello mi manca Insomnia, ma prima o poi rimedierò.
    Batman Begins è, a mio avviso, stato utilizzato come bozza, tanto per prendere le misure a Christian Bale e piazzargli addosso un costume, e per sapere come piazzarlo al centro della scena.
    The Dark Knight, invece, è la stesura definitiva (per Heath Ledger in più di un senso). E' la dimostrazione che se si porta un personaggio dei fumetti, equipaggiamento incluso, su grande schermo, non è per forza necessario portarci anche il fumetto.
    Il Cavaliere Oscuro non traccia confini tra bene e male, tra oscurità e chiarore, ma fotografa il libero arbitrio con una crudissima luce al neon, donando al caos un ruolo da protagonista ed evidenziando, nei tentativi di redenzione, solo un altro modo per correre verso la dannazione.
    Spenderei due parole anche su Bale ma, seppur lo consideri un bravissimo attore, che cresce ad ogni ruolo che affronta, finirei per incensarne solo il torbido sex-appeal, gran pezzo di maschio arrapante qual è... Ehm! :)
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:07 | link | commenti (1) | categoria: kino, kunst, geschlecht
    martedì, 19 agosto 2008
    I am legend, he is legend, we all are legends
    E sì che mi sentivo risoluta. Ero convinta che il mio "no" fosse perentorio. Ma la noia di una calda note agostana produce anche questo; lassismo, morbosità e pedanteria mi hanno spinto dove avevo giurato che non mi sarei mai trovata: davanti alla trasposizione cinematografica hollywoodiana di uno dei miei romanzi preferiti.
     
    Ho letto "Io sono leggenda" l'estate dei miei 19 anni, subito dopo la maturità. Ma il titolo era "I vampiri", perché era contenuto in un vecchissimo tomone rilegato dell'Urania, o roba simile. Ricordo le ore canicolari riarse dal sole di luglio, che tanto ci aveva impiegato a venir fuori e che quindi voleva recuperare alla grande tutto il tempo passato dietro le nuvole di giugno, e ricordo la luce che scolpiva le ombre come se fossero blocchi di ossidiana tagliente. Sentivo la sofferenza di Robert Neville, ma sentivo anche la sua noia, la sua disperata necessità di un contatto sociale. Ricordo di aver pianto alla morte del cane. Ricordo la malinconia che mi invadeva le viscere mentre leggevo e la difficoltà a staccarmi dal filo narrativo. Ricordo il finale, un po' ostico, ma geniale, sofferto, stravolgente e stravolto.
    Immagine di I vampiri - ­Tre millimetri al giorno - ­Io sono Helen Driscoll - ­Regola per sopravvivere 
    E adesso ho visto il film, malgrado, come dicevo, mi ero ripromessa di non farlo. Wil Smith (proprio quello della legge...) tutto sommato non è male. La New York apocalittica è ben resa. E poi basta. La trama è raffazzonata. Il protagonista mitizzato e pompato. I flashback smozzicati. I mutanti plasticosi. Il cane disneyano. E il finale... Il finale... Il finale... è una cagata pazzesca. Ma soprattutto, di tutte le migliaia di ignoranti (nel senso che ignorano il romanzo) che hanno visto il film, mi chiedo se ce ne sarà stato almeno uno che si sia posto la domanda "Perché il titolo è *Io* sono leggenda?"
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 15:49 | link | commenti (2) | categoria: kino, bücher, kunst, launisch
    venerdì, 04 luglio 2008
    Sto perdendo colpi
    Come ho fatto a non accorgermi che "Happy Together", utilizzata qualche anno fa come tema per la campagna pubblicitaria della Vodafone era cantata e suonata dai fantasmagorici, mirabolanti e dissacranti Leningrad Cowboys? Io che ho propinato il capolavoro visionario di Aki Kaurismaki: Leningrad Cowboys go America a chiunque fosse in grado di reggere un paio d'ore di film finlandese!
    E soprattutto, io che mi sono presa il DVD di Total Balalaika Show per sentire e vedere questi pazzi finlandesi suonare con il coro dell'Armata Rossa...

    Mi sono molto delusa!
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 00:21 | link | commenti | categoria: muzik, kino, kunst
    venerdì, 23 maggio 2008
    Può, può. ti assicuro che può.
    Se un altro stronzo cita quell'inflazionatissimo e miserrimo filmetto pseudo-goth, dopo la ricomparsa di pallidi raggi di sole, giuro che risorgerò dalla mia tomba per tormentarlo.

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:59 | link | commenti (2) | categoria: kino, launisch
    lunedì, 11 febbraio 2008
    Appunti di viaggio
    Lavoro
    Una settimana e più senza capo, a casa ammalato, potrebbe essere rilassante, se solo non ci fossero nuovi collaboratori psicotici da gestire, vecchi collaboratori e i di loro legali, psicotici uguali, da congedare, richieste internazionali da evadere, caporioni su caporioni da accontentare e la posta da presidiare, perché il capo è ahimè dotato di blackberry e ciò significa che legge le mail, risponde e comanda. Potrebbe, ma di fatto mi sono sentita un robottino caricato a molla e preso a calci per giorni e giorni.
     
    Salute
    Ah beh, quando c'è quella... Il dente s'è cariato e andava devitalizzato. Un canale l'abbiamo otturato, ma il secondo s'è schiantato e due afte ma regalato, che la guancia hanno gonfiato. Il dentista ha bestemmiato ma il canale ha liberato e l'antibiotico m'ha dato. Ora il gonfiore è ridimensionato ed il dente è sempre bucato.
    Quando non c'è la salute, rimane la poesia...
     
    Famiglia
    La famiglia non te la scegli e, almeno in questo aspetto della mia vita, posso vantarmi di essere stata fortunata. Non ci sono né geni né eroi, né santi o martiri, però c'è amore, declinato in migliaia di forme e gesti. E radunarsi attorno al tavolo in quelle tre o quattro occasioni annuali è sempre un pantagruelico piacere. Più dello gnocco di zucca o dell'ossobuco alla milanese, mi sono saziata di rituali prese in giro collaudate, rimbrotti ritriti e complicità gastronomiche. Mi hanno anche strappato la promessa di andare al concerto di Avril Lavigne con la nipo... Cosa non fa, l'amore...
     
    Cinema&Spettacolo
    Fine settimana fruttuoso, rispetto al piattume degli ultimi, quantomeno.
    Venerdì sera sono finalmente riuscita, dopo anni di sfortunati inseguimenti, ad assistere a Caos, dei dinamici Quelli di Grock. Uno spettacolo di teatro-danza (ma più teatro-movenza) che rimane innovativo malgrado gli anni che ha, coraggioso nei temi musicali e semplice nell'immediatezza d'impatto.
    Sabato sera ho portato la dolce metà a vedere un film di fantascienza, per evitare le carnevalate ambrosiane che avremmo trovato in qualsiasi altro locale del milanese, un po' scettica ma preparata. E' andato a finire che Cloverfield è piaciuto più a me che a lui. Visione estremamente soggettiva del terrore puro causato dall'ignoto distruttivo. Nausea da riprese amatoriali a parte, l'ho trovato un'idea originale (e per favore basta paragonarlo a The Blair Witch Project...) Ecco, magari potevo aspettare di vederlo in TV ed evitare la spesa dei biglietti.
    Ieri sera abbiamo smesso di rimandare ancora la visione di Sunshine, quello di Danny Boyle. Il risultato è un lieve indolenzimento della zona cervicale, dovuto a tensione spasmodica nei momenti salienti del film, insieme però ad una placida soddisfazione. Davvero ben costruito, malgrado le piccole pecche. Andava visto.
     
    Libri&Musica
    Ho finito Mattatoio N. 5 e mi sto ancora chiedendo come ho fatto senza Vonnegut fino ad oggi. Ho bevuto ogni pagina di quel libro, provando emozioni soffocanti e liberatorie, tremando e sobbalzando. Ha reso l'orrore della guerra in un modo magistrale, ha reso l'idea di cosa sia stata veramente quella carneficina inumana, è riuscito a penetrare nel mio cervello anestetizzato ed insensibile come un punteruolo rovente. Così va la vita.
    Ho anche visto l'anteprima del nuovo video degli Elii. E adesso mi siedo e lo aspetto impaziente, questo Studentessi.
    Mercoledì, cioè dopo domani, vado a dare l'addio a Wayne Hussey e soci. Quando mi riempivo le orecchie solo di chitarre distorte, urla disumane e batteria con doppia cassa impazzita, 20 anni or sono, erano tra i pochi a riuscire a strapparmi un sospiro e uno sguardo sognante. Li ho già visti dal vivo, ma questo è il farewell tour (vero, non alla The Cure, che oramai sono all'ottavo last tour...) e ci voglio essere. Ovviamente, ho l'onore (onere?) di poter scrivere il live report...
    E sempre per quanto riguarda la scrittura, li sono accaparrata la recensione di "Alles Wieder Offen" e ora non so da che parte iniziare. Come si fa ad osannare gli dei della lamiera ondulata, gli operai della musica sperimentale, gli dei del suono industriale, senza risultare affettata, schematica e rigida? Dovrò capirlo in fretta...
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:25 | link | commenti (6) | categoria: muzik, kino, theater, bücher, arbeit, liebe, gesundheit, familie, konzert
    sabato, 29 dicembre 2007
    22 febbraio 2008
    Da Rolling Stone:
    [...]So get prepped, gore addicts — Sweeney Todd, subtitled The Demon Barber of Fleet Street and set in nineteenth-century London, is ninety percent sung. And doing the lion's share of the warbling is Depp, who has never sung a note onscreen and still has the sand to take on a landmark musical by legend Stephen Sondheim that leaves trained opera stars feeling daunted. A recipe for disaster? You'd think. Instead, Sweeney Todd is a thriller-diller from start to finish: scary, monstrously funny and melodically thrilling. And Depp is simply stupendous. He's not Pavarotti and doesn't try to be, but his light baritone has clarity, timbre and emotive power. Depp erases the line between singing and acting, fusing them into something that keeps the movie blazing.[...]

    Avevamo dubbi sul poliedrico talento di Johnny? Tim no di sicuro, e neppure io, modestamente!
    Fra due mesi sarò costretta a trascinare un moroso riottoso al cinema per vedere un musical, ma non gli farò certo il torto di lasciarlo a casa. Tim e Johnny (e Helena, che non guasta mai) non si possono perdere. Punto.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 00:35 | link | commenti (2) | categoria: kino, liebe
    lunedì, 05 novembre 2007
    I am loosing Control
    Per l'ennesima volta, questa penisola degli ignoranti musicali riesce a dribblare un documento di sicuro interesse nonché un film biografico (no, 'biopic' no, per cortesia) che aspettavo, come immagino tanti altri Curtisiani, da non so gli anni.
    Così, mentre dalla presentazione a Cannes nello scorso maggio, questa pellicola sempre più acclamata sta sbocciando in tutte le sale del mondo, dalla Grecia al Brasile, dall'Islanda al Portogallo, passando per Filippine e Bosnia Erzegovina, in Italia non approderà, lasciandoci un'altra volta a sguazzare nella melma dell'inettitudine musicale.
     
    Sì, lo so. C'è il mulo, oppure il torrente di bit, ci sono i sottotitoli prèt-à-porter e ci sono i dvd vergini, ma è comunque deprimente vedere quest'ulteriore snobbismo pressapochista dettato dall'andamento del mercato musicale italiota, che farà balzare in testa alle hit parade di vendita il greatest hits delle Ragazze Spezia(tura).
     
    Confusion in her eyes that says it all
    She's lost control
    And she's clinging to the nearest passer by
    She's lost control
    And she gave away the secrets of her past
    And said I've lost control again
    And of a voice that told her when and were to act
    She said I've control again
    And she turned around and took by the hand and said
    I've lost control again
    And how I'll never know just why or understand
    She said I've lost control again
    And she screamed out kicking on her side and said
    I've control again
    And seized up on the floor, I thought she'd died
    She said I've lost control again, she's lost control (2)
    Well I had to 'phone her friend to state my case
    And say she's lost control again
    And she showed up all the errors and mistakes
    And said I've lost control again
    But she expressed herself in many different ways
    Until she lost control again
    And walked upon the edge of no escape
    And laughed I've lost control again
    She's lost control again, she's lost control (2)
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:08 | link | commenti (2) | categoria: muzik, kino
    giovedì, 18 ottobre 2007
    Through dangers untold and hardships unnumbered, ...

    ... I have fought my way here to the castle beyond the Goblin City, to take back the child that you have stolen, for my will is as strong as yours and my kingdom is as great. You have no power over me.

     

    Vent'anni fa.

    Minchia.

    Mi sembra ieri. E no, non è retorica da Peter Pan.

    E' che Labyrinth, i suoi vent'anni di film, proprio non li dimostra. E ciò malgrado gli effetti speciali preistorici, malgrado un taglio narrativo un po' demodè, malgrado i jeans sopra la caviglia di Jennifer Connelly. Forse la musica è l'unico elemento che stride un po', ma se riesco a guardare Ladyhawk senza tapparmi le orecchie, sovrapponendo alla colonna sonora Enya o i Dead Can Dance, posso resistere alle dignitose tastierine di Bowie.

    La trama è poco più di una favola: il filo conduttore è sempre quello della crescita spirituale e caratteriale attraverso il fallimento, la sofferenza o l'errore e la successiva ricerca di riscatto, attraverso, appunto, pericoli inenarrabili e innumerevoli difficoltà.

    Il tocco di magia di Labyrinth quindi, sta nell'illustre consulenza prestata a scenografia ed effetti speciali da Brian Froud che purtroppo in Italia è conosciuto solo per le illustrazioni di questo libro (e se potesse ricevere un euro per ogni sua fatina, scelta come soggetto di un tatuaggio, solo con quel ricavato potrebbe comperarsi un atollo tropicale)

    Pupazzi, Goblin, bruchi, cani e canidi, statue, porte... tutto era animato con la commistione di uomo e macchina. A volte con trovate geniali (il pozzo fatto di mani nere che formavano dei visi - non so spiegarla meglio) a volte furbe e leggiadre (il giocoliere che nascosto dietro Bowie, faceva roteare le sfere di cristallo) a volte truffaldine ma incantevoli (il castello basato sui disegni delle scale impossibili di Escher)...

    Sabato sera sono andata a vedere Stardust, aspettandomi, non a torto, una delusione dal punto di vista della rivisitazione narrativa, ma speranzosa di trovare la scintillante magia dei disegni di Vess trasportata sul grande schermo (ed è stato anche il motivo per cui ho scelto di andare al cinema e non di aspettare il DVD da veder sul mio miserrimo 21"). E invece nulla a che vedere con le splendide illustrazioni del libro di Gaiman. Ed è stato molto più deludente quello di trovare un taglia e cuci tutto hollywoodiano al finale stralunato della versione cinematografica di un libro (fumetto?) che ho scoperto, purtroppo per me, tardi tardi, e che mi ha affascinato sia per l'intreccio della trama, scorrevole e intricata al tempo stesso, sia per le forti immagini evocative che ne scaturivano in continuazione, proseguendo nella lettura.

     

    Insomma, uscendo dal multisala patinato, ho ripensato a Labyrinth, all'aura dorata che lo faceva risplendere come un piccolo carillon scintillante, e mi sono resa conto che c'era molta più polvere di stelle in quella favoletta multicolore che nello Stardust di Matthew Vaughn.

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:07 | link | commenti (6) | categoria: kino, bücher, gestern
    venerdì, 21 settembre 2007
    Somewhere, over the rainbow

    fairyfuck

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:46 | link | commenti (1) | categoria: kino, arbeit, launisch, familie
    venerdì, 14 settembre 2007
    La montagna ha partorito il topolino
    Nove giorni per redigerlo, tre per pubblicarlo, ma alla fine il Live Report per l'Independent Days Festival è online.
    Il fidanzato me l'ha approvato ("divertente, ma sei stata troppo buona con quei buffoni dei NIN" I gusti son gusti.)
    Il collega l'ha apprezzato ("mi piace" Laconico.)
    Il contatto all'organizzazione ha gradito (-non ho quotes da riportare, perché non l'ho sentita io personalmente...-)
     
    E adesso sotto con la nuova stagione. la Winehouse (prima che si ammazzi di coca), Rabia Sorda (e ci vado con il mio amico ritrovato), la Autumn (chissà perché ma il mio fidanzato è particolarmente interessato), magari anche i London After Midnight (malgrado i Kirlian Camera) e .. boh... spero tornino gli Editors in una data più felice. E se Regina Spektor si facesse una capatina qui...
     
    Ho voglia di musica, teatro, cinema, cibo e vino, tutto in quantità. Speriamo duri.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:22 | link | commenti (1) | categoria: muzik, kino, kunst, alkoholiker, launisch
    domenica, 09 settembre 2007
    May I always be in your heart, sometimes in your thoughts, but *never* in your debt.
    Questa notte ho pianto per la sofferta fine di un libertino consunto e annientato dalla sifilide.
    Johnny riesce a farmi fare anche questo...
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 01:19 | link | commenti | categoria: kino, liebe
    giovedì, 06 settembre 2007
    I Mostri della Laguna
    Tim Burton's Nigthmare Before Chirstmas uscì nel 1993, anticipato, in sala, dal dolcissimo cortometraggio Frankenweenie. In Italia, il paese del sole, il film rimase in cartellone qualcosa come 4 giorni. Incompreso e snobbato.
    Avevo 20 anni giusti, mi sentivo già adulta, già grande, già matura.
    Sono entrata in sala, mi sono seduta sulla poltroncina di legno ed è iniziato il film.
    Avevo vent'anni e mi sentivo di nuovo bambina, di nuovo piccina, di nuovo in grado di sgranare gli occhi e fare "Ooooh".
     
    Ammetto di non potergli riconoscere solo meriti (Il pianeta delle Scimmie non si è evoluto e La Fabbrica di Cioccolato proprio non l'ho digerita), ma sono comunque sicura che ieri la Laguna brulicasse di uomini lupo, paperelle dentute, streghe svampite, vampiri impettiti, scheletri sincopati, gemelle siamesi, giganti buoni e nanetti cattivi, scienziati pazzi, bambole di pezza senzienti, babau danzanti e cani fantasma svolazzanti. E il re delle zucche, con balli e capriole, ne dirigeva le ovazioni per il loro più amorevole menestrello.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:01 | link | commenti (1) | categoria: kino, kunst, liebe, launisch
    La Mostra della Laguna
    Quale donna sana di mente rinuncerebbe consapevolmente a partecipare, senza nessun impegno ne esborso alcuni, al gran galà della Mostra del Cinema di Venezia, con la possibilità di incontrare e adorare vis-à-vis idoli della propria adolescenza, icone della propria passione e feticci del proprio autoerotismo?
    Io.
    E non sono qui per giustificarmi, ma per farmi lapidare.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 13:00 | link | commenti (2) | categoria: kino, kunst, launisch
    martedì, 31 luglio 2007
    Requiem for two dreams
    Film come sogni, film come musica. Nessun'arte passa la nostra coscienza come il cinema, che va diretto alle nostre sensazioni, fino nel profondo, nelle stanze scure della nostra anima.
    I. Bergman

    Noi sappiamo che sotto l'immagine rivelata ce n'è un'altra più fedele alla realtà, e sotto quest'altra un'altra ancora, e di nuovo un'altra sotto quest'ultima, fino alla vera immagine di quella realtà, assoluta, misteriosa che nessuno vedrà mai, o forse fino alla scomposizione di qualsiasi immagine, di qualsiasi realtà.
    M. Antonioni
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 21:23 | link | commenti | categoria: kino, kunst
    martedì, 29 maggio 2007
    Ahem...
    Sarà l'affinità (siamo nati lo stesso giorno), sarà l'aspetto macilento e coatto (che infiamma la mia anima tabbozza), sarà che è proprio bravo a recitare (anche nei blockbusters da parcogiochi multimilionario) sarà che spero sempre di incontrarlo in versione Don Juan de Marco (per fargli fare da 'maestro d'amore'), ma ieri sera ho messo da parte ogni orgoglio, e mi sono fiondata alla serata scontata (4.50) del cinema di paese per rimirarmi l'avvenenza un po' blasé del più becero e sudicio sexy-pirata del grande schermo.
    Alla mia sinistra l'amica con cui commentare la suddetta magnificenza, alla mia destra il fidanzato paziente e divertito.
     
    L'amica:    Hai portato i fazzolettini di carta per la bava?
    Io:           No, però ho portato i salvaslip...
    Fidanzato: *prende l'immancabile tubo di Mentos alla frutta, testé acquistato alla cassa, e me lo tira in testa*
     
    Cosa avrò mai detto?!
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:03 | link | commenti (1) | categoria: kino, geschlecht
    lunedì, 19 marzo 2007
    Jack of all trades? Yes, please!
    La specializzazione è la tomba della versatilità. Intendo dire che se sei fissato su uno o al massimo due, tre materie (e parlo di lavoro, di vita privata, di hobbies, di studi, di fissazioni, di perversioni, ecc.) sei destinato a una vita senza fantasia, anche se una o più delle materie su cui sei fissato sono di stampo creativo.
     
    Ho creduto per anni di essere una buona a nulla, una perdente, un caso cronico di frammentarietà sociale e costruttiva, ma mi rendo conto a poco a poco che questo mio saltare di argomento in argomento, questo essermi interessata di mille piccole cose anche solo fugacemente, ha arricchito la mia vita di migliaia di piaceri, di centinaia di sollecitazioni quotidiane alle quali posso attingere come più mi aggrada. E sono grata a questa mia disorganicità galoppante, perché anche nei momenti più cupi delle mie paranoie, i mille stimoli a cui sono sensibile, sovente sono riusciti a distrarmi dai vortici neri dei miei pensieri.
     
    Peccherò quindi di superbia, ma considero i monotematici (o gli ipotematici) dei poveri di spirito, loro malgrado e malgrado l'impegno che profondono nella propria specializzazione. E sono altresì spocchiosamente convinta che socialmente abbiano più problemi, che vivano peggio il rapporto di coppia, che anche a sesso siano molto poveri di spirito, che non abbiano estrosità, slancio creativo ed entusiasmo neppure in quella meravigliosa pratica, perché vivono tutto ciò che non è la propria materia di specializzazione come un ostacolo nell'implementazione del proprio perfezionamento.
     
    Quindi chi me lo farebbe fare di scambiare la mia frammetarietà e il mio pressapochismo con una mente mono o ipo-tematica? Preferisco approfondire altri aspetti della mia esistenza, ed essere considerata vanagloriosamente fatua.
     
    Ribaltando un vecchio detto americano: Master of no trades, but jack of them all! And proud of it!
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 11:20 | link | commenti | categoria: muzik, kino, gedichte, kunst, arbeit, launisch, geschlecht, familie
    lunedì, 19 febbraio 2007
    Cunts are still running the world

    La linea di demarcazione non è più tra destra e sinistra, ma tra chi ha già vinto e i poveretti che continuano a lottare.

    (Was tun, wenn's brennt?)

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:58 | link | commenti | categoria: kino
    mercoledì, 20 dicembre 2006
    Memento

    Just because there are things I don't remember, doesn't make my actions meaningless. The whole world doesn't just disappear when you close your eyes, does it?

    Esattamente.

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:01 | link | commenti | categoria: kino, gesundheit
    lunedì, 27 novembre 2006
    Lella läuft nicht
    Invidio a Lola:
    - la forma fisica
    - i capelli
    - la determinazione
    - l'ottimismo
    - la possibilità di riavvolgere il nastro e ricominciare da capo, se non va come sperato
     
    Non le invidio:
    - il padre
    - la madre
    - il fidanzato
    - il vicino di casa
     
    Una cosa è certa, dovrei correre di più.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 11:33 | link | commenti | categoria: kino
    mercoledì, 22 novembre 2006
    The Player

    "I was just thinking what an interesting concept it is to eliminate the writer from the artistic process. If we could just get rid of these actors and directors, maybe we've got something here."

    Grazie Robert, buon riposo.

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 12:12 | link | commenti | categoria: kino, gestern
    mercoledì, 15 novembre 2006
    Disonesta
    Questo non è un post, questo è un collage di "memorable quotes" di film che amo ed ho amato, un collage che potrebbe avere un senso compiuto, con il giusto interlocutore.
    - I guess I could be pretty pissed off about what happened to me... but it's hard to stay mad, when there's so much beauty in the world.
    - Sometimes you have to be a high-riding bitch to survive. Sometimes being a bitch is all a woman has to hold onto.
    - What do you think you are, for Chrissake, crazy or somethin'? Well you're not! You're not! You're no crazier than the average asshole out walkin' around on the streets and that's it.
    - Generally speaking, things have gone about as far as they can possibly go, when things have gotten about as bad as they can reasonably get.
    - Heaven and hell are right here, behind every wall, every window, the world behind the world. And we're smack in the middle.
    - Sometimes you gotta chew your own leg off to get out of life's traps.
    - Let me tell you something my friend. Hope is a dangerous thing. Hope can drive a man insane.
    - *everyone* has the right to make an ass out of themselves. You just can't let the world judge you too much.
    - Answers make you wise, questions make you human.
    - All your life you live so close to truth it becomes a permanent blur in the corner of your eye. And when something nudges it into outline, it's like being ambushed by a grotesque.
    - Everything seems like nothing to me now, 'cause I want you in my bed. I don't care if I burn in hell. I don't care if you burn in hell. The past and the future is a joke to me now. I see that they're nothing. I see they ain't here. The only thing that's here is you - and me.
    - You can fuck me in the ass. You can cum on my face. Just keep it out of my hair. I just washed it.
    - I ask for so little. Just fear me, love me, do as I say and I will be your slave.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:04 | link | commenti | categoria: kino, launisch
    venerdì, 03 novembre 2006
    Iconoclasta

    La storia ci ha già dimostrato che l'icona di Bettie Page è ciclica. Le sue fruste, i suoi legacci, le sue calze con la riga, i suoi vertiginosi tacchi tornano periodicamente a solleticare e titillare l’immaginario erotico collettivo.

    Un viso d’angelo (Dark Angel, non a caso) che ha mostrato di sé molto meno, in termini di centimetri di pelle e mucose, di tante starlettes venute prima e dopo di lei, ma che ha voluttuosamente uncinato la libido di diverse generazioni di erotomani come poche (forse nessuna, a dire il vero) icone lubriche hanno saputo fare.

    E il ciclo si ripete: a breve uscirà un film su di lei e i feticci che la contraddistinguono torneranno sulla breccia in men che non si dica. Già me le vedo, le figlie di barbapapà, che tenteranno di arrancare verso i piaceri del voyerismo feticista, caracollando su dei 150 di vernice nera. Ah, l’emulazione! Ci sarà da divertirsi!

    Whip!

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 09:12 | link | commenti | categoria: kino, geschlecht
    lunedì, 15 maggio 2006
    Macro Haiku n. 2

    Mi sono ritrovata a parlare di film(s) di Bergman con il megacapo del mio ufficio.

    Non solo conosce Bergman, ma lo apprezza, e ne ricorda ancora le prime visioni a 18 anni...

    Non fosse che non mi da un aumento di stipendio da tempo immemorabile, potrei anche iniziare a considerarlo umano...

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:49 | link | commenti | categoria: kino, arbeit