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Utente: haroldandmaude
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    giovedì, 18 settembre 2008
    Miscellanea
    Alla nipotina, per l'undicesimo compleanno, è stato regalato un gattino tutto nero. Ha il muso un po' egizio, quindi sì è beccato Cous Cous come nome per affrontare il mondo... Pare che ci sia qualche piccolo problema di adattamento. Mentre davo consigli alla sorellona su come instradarlo verso la lettiera, piuttosto che sull'ultimo copriletto rimasto, sentivo una parte di me urlare "dallo a me! dallo a me!", perché al nostro unico incontro, io e Cous Cous ci siamo innamorati.

    Ieri guardavo un documentario (unico programma televisivo frubile, quando è l'agrodolce metà a detenere il telecomando) e per la prima volta, dopo migliaia di visioni sofferte di
    cuccioli di foca sbranati da mamme orse e conseguenti sofferti dilemmi su cosa mi facesse più soffrire, se il cucciolo di foca dilaniato o il cucciolo d'orso che muore di fame, per la prima volta ho guardato un attacco organizzato ad opera di un branco di leoni ,ai danni di un indifeso impala terrorrizzato, senza quesiti nè corrucciamenti, solo godendomi lo spettacolo della natura per quello che è, splendido e terribile.

    Oggi è venuto a mancare il suocero della mia collega-nemesi. L'ho vista spaventata e affranta, bisognosa di accorrere al cospetto del  consorte per portargli un poco di conforto. mi sono sentita persa, inutile, agitata, spaesata. Se lei va in pezzi, io la seguo a ruota. Empatia.

    Da qualche tempo, un paio di mattine a settimana inizio il viaggio in treno con un voluttuoso bacio sulla guancia e un veloce abbraccio che suscitano l'uinvidia di tutta la parte femminile della banchina. Insomma, è un bel viaggiare, questo, malgrado Trenitalia.

    Non sto dedicando molto tempo a questo blog e questo post ne è il miserrimo risultato. Lo so, e mi scuso con il mio unico lettore (you know who you are). non prometto di migliorare in fretta, ma giuro che farò quel che posso.

    Ho scoperto che MySushi produce la "chocowasabi mousse" e DEVO assaggiarla.
    Io ADORO il wasabi!

    Giusto, quasi dimenticavo, sono tre giorni che desidero scrivere un post sul album solista di Amanda Palmer, ma dato come vanno le cose qui rimando il mio affezionato one-man-public alla recensione di prossima pubblicazione su Babylon Magazine (in effetti, anche lì sto scrivendo pochissimo)
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 23:43 | link | commenti (1) | categoria: arbeit, tv , launisch, katze
    venerdì, 04 aprile 2008
    Putregatto
    Quando una nuova creatura pelosa varca la soglia della mia dimora, il rituale di assegnazione di un nome consono, prevede l'osservazione del nuovo arrivo per un lasso di tempo che va dalle 12 alle 48 ore circa, periodo in cui si cerca di individuarne il carattere, le caratteristiche, i gusti, le peculiarità. Passata questa fase, solitamente il nome scaturisce senza difficoltà e viene approvato all'unanimità (quando si è in due poi, è ancora più facile)
     
    E così è stato all'arrivo dei tre gattini con cui ho voluto rallegrare la casa nuova, quasi otto anni orsono.
    Rebelot si è scelto il nome praticamente all'istante, demolendo qualsiasi cosa gli capitasse a tiro, picchiando selvaggiamente i propri fratelli, inferendo anche a noi lesioni di lieve e media entità. Ora è latitante: ha scelto la vita randagia piuttosto che dividere casa e affetti con il cane, introdotto a forza nella sua vita anni dipo il suo insediamento, quindi visto come un affronto la cui onta non ha lavato nel sangue solo per il profondo amore che provava per il suo padrone.
    Gateau è stato il più difficile, ma altrettanto azzeccato, alla fin fine. Dolce come un pasticcino, essenza di felino, ha purtroppo passato tropo poco tempo su questa terra per poter dimostrare al mondo che splendido micino era, ma per i 12 mesi che ha passato con noi, ha splendidamente addolcito le nostre vite.
    Barone, l'ultimo rimasto dei tre, si guadagnò il nome arrampicandosi su ogni superficie verticale con un minimo di grip ci fosse in casa. All'inizio doveva chiamarsi Cosimo, ma non ci convinceva del tutto, così non abbiamo considerato il nome del protagonista, ma il titolo del libro, lasciando il "rampante" sospeso nell'aria. Destino del nome di questo gatto, però, era quello di avere nome mutevole. Barone non gli bastava, per quanto era bello da cucciolo, così è spuntato fuori, non si sa ancora da dove, Barone Ilario, presto esteso in Barone Ilario Arturo, per far rima con "il gatto che torturo", perché l'agrodolce metà si divertiva e diverte a fargli piccoli scherzi innocenti sfurttando ahimé la sua scarsa intelligenza felina. Negli anni, la bellezza da gatto da spot è lentamente sfiorita, complici le lunghe estati in amore che lo trascinavano fuori casa per giorni e giorni, restituendocelo malconcio, pieno di graffi e parassiti, scarso di pelo e a volte ripieno di pus, per vari ascessi regalati da morsi ricevuti per la battaglia più antica del mondo, quella per il diritto di tr...are. Così ora, a Barone mancano: un pezzo di naso, svariati lembi di orecchie, mezza guancia, le palle (ops, per quello la responsabile sono io...) e ora quasi mezza lingua, tanto da farmi considerare la possibilità di cambiare libro di Calvino, e ribattezzarlo Visconte.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 12:31 | link | commenti (3) | categoria: familie, katze, hund
    lunedì, 31 marzo 2008
    An end has a start
    Per fortuna che ci sono stati gli Editors, venerdì sera, e che questo fine settimana non può quindi vantare un bilancio così catastrofico.

    Niente di grave. Oddio. C'è stato un lutto in famiglia, uno di quei lutti di persona anziana che ti torvi a sperare che arrivi presto, finisci di augurare che si concluda in fretta. E non è la scomparsa della parente ad addolorarti. In questo caso, perché, anche se ti era simpatica, la conoscevi poco davvero e non la incontravi da tanti anni, ma è la traccia dolorosa che questo decesso lascia nell'animo di tua madre a farti male, a farti desiderare di trasformarti in balsamo per il suo cuore sofferente, senza peraltro riuscirsi in nessun modo.

    Neanche la corsa dal veterinario con il gatto più morto che vivo, a conti fatti, è stata grave. Facendo il diavolo a quattro sei riuscita a ottenere udienza immediata e cure fulminee, ristabilire la situazione e hai visto la povera bestiola ritornare in sé, ricominciare a camminare, poi a miagolare, poi a chiedere cibo (morbido, per ora, che non ha più mezza lingua e deve fargli un male d'inferno), poi a chiedere di uscire (ma-siamo-matti?!), poi a chiedere le coccole. Il tutto presidiando la degenza per 24 ore, rinunciando alla giornata di tiepida primavera e al progetto di foto nella natura che ti eri prefissata in questa domenica da vedova bianca, per controllare che stesse bene.

    Insomma, non proprio catastrofico, grazie allo strepitoso concerto di venerdì, ma tutto sommato, se ci metto anche la litigata venefica da sabato pomeriggio e l'attacco di cervicale (il primo in due mesi, stroncato con massicce dosi di ipobrufene prima che arrivasse all'occhio) da sabato sera, potrei aver sperato di meglio...
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 00:03 | link | commenti | categoria: muzik, gesundheit, familie, katze, konzert
    venerdì, 29 giugno 2007
    Epitaffio
    Dopo sette lunghi anni di onorata e prolifica carriera, le iperattive gonadi del gatto Barone sono passate a miglior (?) vita.
    Ne danno l'annuncio la rea ma irremovibile mamma e il tentennante e solidale papà umani.
    Il cane Harold si interroga su dove potrà piazzare il proprio curioso naso d'ora in poi, ma accoglie la notizia con neutro distacco.
    La weird family si riunisce attorno al gatto Barone, per somministrargli la dose quotidiana di antibiotico. Le gattine del quartiere già cercano aitanti sostituti.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 11:34 | link | commenti (2) | categoria: familie, katze, hund
    martedì, 06 febbraio 2007
    He's back home!
    Quelli che non ne hanno mai avuti mi guardano come se fossi un'aliena svitata.
    Chi non li ama non riesce a comprendere la mia assurda felicità, e nemmeno si pone il problema.
    Chi ne ha avuti e li ha persi sa bene il sollievo che provo.
    Quel guerriero spelacchiato del mio gatto è stato in giro per 10 giorni. 10 lunghissimi giorni in cui il mio cuore si screpolava sempre un po' di più... E questa mattina, prepotente e sfacciato, gridava a gran voce la sua indignazione per essere stato chiuso furi di casa e pretendeva immediata attenzione, crocchette fulminee e coccolecarezze a profusione.
    Il mio micio è tornato, il mio cuore si sta rigenerando, almeno un po'.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 11:51 | link | commenti | categoria: familie, katze