haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 23:43 |
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Quando una nuova creatura pelosa varca la soglia della mia dimora, il rituale di assegnazione di un nome consono, prevede l'osservazione del nuovo arrivo per un lasso di tempo che va dalle 12 alle 48 ore circa, periodo in cui si cerca di individuarne il carattere, le caratteristiche, i gusti, le peculiarità. Passata questa fase, solitamente il nome scaturisce senza difficoltà e viene approvato all'unanimità (quando si è in due poi, è ancora più facile)
E così è stato all'arrivo dei tre gattini con cui ho voluto rallegrare la casa nuova, quasi otto anni orsono.
Rebelot si è scelto il nome praticamente all'istante, demolendo qualsiasi cosa gli capitasse a tiro, picchiando selvaggiamente i propri fratelli, inferendo anche a noi lesioni di lieve e media entità. Ora è latitante: ha scelto la vita randagia piuttosto che dividere casa e affetti con il cane, introdotto a forza nella sua vita anni dipo il suo insediamento, quindi visto come un affronto la cui onta non ha lavato nel sangue solo per il profondo amore che provava per il suo padrone.
Gateau è stato il più difficile, ma altrettanto azzeccato, alla fin fine. Dolce come un pasticcino, essenza di felino, ha purtroppo passato tropo poco tempo su questa terra per poter dimostrare al mondo che splendido micino era, ma per i 12 mesi che ha passato con noi, ha splendidamente addolcito le nostre vite.
Barone, l'ultimo rimasto dei tre, si guadagnò il nome arrampicandosi su ogni superficie verticale con un minimo di grip ci fosse in casa. All'inizio doveva chiamarsi Cosimo, ma non ci convinceva del tutto, così non abbiamo considerato il nome del protagonista, ma il titolo del libro, lasciando il "rampante" sospeso nell'aria. Destino del nome di questo gatto, però, era quello di avere nome mutevole. Barone non gli bastava, per quanto era bello da cucciolo, così è spuntato fuori, non si sa ancora da dove, Barone Ilario, presto esteso in Barone Ilario Arturo, per far rima con "il gatto che torturo", perché l'agrodolce metà si divertiva e diverte a fargli piccoli scherzi innocenti sfurttando ahimé la sua scarsa intelligenza felina. Negli anni, la bellezza da gatto da spot è lentamente sfiorita, complici le lunghe estati in amore che lo trascinavano fuori casa per giorni e giorni, restituendocelo malconcio, pieno di graffi e parassiti, scarso di pelo e a volte ripieno di pus, per vari ascessi regalati da morsi ricevuti per la battaglia più antica del mondo, quella per il diritto di tr...are. Così ora, a Barone mancano: un pezzo di naso, svariati lembi di orecchie, mezza guancia, le palle (ops, per quello la responsabile sono io...) e ora quasi mezza lingua, tanto da farmi considerare la possibilità di cambiare libro di Calvino, e ribattezzarlo Visconte.
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 12:31 |
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Per fortuna che ci sono stati gli Editors, venerdì sera, e che questo fine settimana non può quindi vantare un bilancio così catastrofico.
Niente di grave. Oddio. C'è stato un lutto in famiglia, uno di quei lutti di persona anziana che ti torvi a sperare che arrivi presto, finisci di augurare che si concluda in fretta. E non è la scomparsa della parente ad addolorarti. In questo caso, perché, anche se ti era simpatica, la conoscevi poco davvero e non la incontravi da tanti anni, ma è la traccia dolorosa che questo decesso lascia nell'animo di tua madre a farti male, a farti desiderare di trasformarti in balsamo per il suo cuore sofferente, senza peraltro riuscirsi in nessun modo.
Neanche la corsa dal veterinario con il gatto più morto che vivo, a conti fatti, è stata grave. Facendo il diavolo a quattro sei riuscita a ottenere udienza immediata e cure fulminee, ristabilire la situazione e hai visto la povera bestiola ritornare in sé, ricominciare a camminare, poi a miagolare, poi a chiedere cibo (morbido, per ora, che non ha più mezza lingua e deve fargli un male d'inferno), poi a chiedere di uscire (ma-siamo-matti?!), poi a chiedere le coccole. Il tutto presidiando la degenza per 24 ore, rinunciando alla giornata di tiepida primavera e al progetto di foto nella natura che ti eri prefissata in questa domenica da vedova bianca, per controllare che stesse bene.
Insomma, non proprio catastrofico, grazie allo strepitoso concerto di venerdì, ma tutto sommato, se ci metto anche la litigata venefica da sabato pomeriggio e l'attacco di cervicale (il primo in due mesi, stroncato con massicce dosi di ipobrufene prima che arrivasse all'occhio) da sabato sera, potrei aver sperato di meglio...
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 00:03 |
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Dopo sette lunghi anni di onorata e prolifica carriera, le iperattive gonadi del gatto Barone sono passate a miglior (?) vita.
Ne danno l'annuncio la rea ma irremovibile mamma e il tentennante e solidale papà umani.
Il cane Harold si interroga su dove potrà piazzare il proprio curioso naso d'ora in poi, ma accoglie la notizia con neutro distacco.
La weird family si riunisce attorno al gatto Barone, per somministrargli la dose quotidiana di antibiotico. Le gattine del quartiere già cercano aitanti sostituti.
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 11:34 |
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haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 11:51 |
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