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Utente: haroldandmaude
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    giovedì, 10 settembre 2009
    OK, lo ammetto!

    Sono partita piena di preconcetti, livore e insoddisfazione. Sono tornata piena di baci, vodka e sorrisi.

    La quattro-giorni polacca è stata, tirando le somme, una piacevole parentesi, anche se molto stancante e fisicamente probante.

    Il matrimonio, sebbene la mia opinione sul novello sposo rimanga invariata, è stato piacevole e gustoso. La vodka polacca è una martellata sulle meningi, ma il mio fegato, anche se adesso vira al verde fosforescente e lo si può vedere di notte, ha retto una quantità spropositata di distillato superalcoolico come non ne vedeva da anni, senza hangover del day after.

    Ho anche ballato e cantato in polacco la canzone degli auguri (ne hanno una che va bene per tutte le occasioni). La famiglia dell’agrodolce metà mi ha regalato piacevoli sorprese (almeno una ramo … quell’altro lo considero, già da tempo, buono solo per le impiccagioni).

    Sono stata redarguita da una bambina di quattro anni che considerava troppo abbondante la mia scollatura. Ho fatto parlare di vecchi ricordi lo zio che non parla mai. Ho fatto tacere di stupore il cugino che parla sempre. Ho tenuto testa al mio terribile suocero, ho fatto breccia nel cuore dei cognati polacchi. Ho individuato gli strascichi della scena goth della mia città di residenza, con cui ho già organizzato uscite ed incontri (ma poi, vedremo). Sono riuscita a guardare fuori dal finestrino dell'aereo la campagna novarese illuminata nella notte, malgrado il mio insostenibile mal d’aria.

    In certi momenti mi sento ancora un po’ brilla. Ed è piacevole.

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:26 | link | commenti (3) | categoria: alkoholiker, launisch, familie
    lunedì, 26 gennaio 2009
    Le rare mirabolanti avventure di un'idiosincratica
    Ieri era la festa della sacra famiglia. No, non sono stata illuminata sulla via di Damasco; non pratico e non predico, state tranquilli. L’incipit era d’obbligo per introdurre la nefanda giornata trascorsa ieri, all’oratorio. E’ d’obbligo anche premettere che la mia parasuocera (o suocera di fatto, esistessero i PACS) Ernesta (non è il suo vero nome, ma potrebbe tranquillamente esserlo) è cattolica fervente, credente e praticante e che nel di lei paesino, la festa della sacra famiglia viene festeggiata radunando tutte le coppie (NON di fatto, e sono sicura che non fosse necessario specificarlo) sposatesi nella parrocchia, che compiono, nell’arco dell’anno, 1, 10, 25, 40, 50, 55, 60, ecc. anni di matrimonio. I miei parasuoceri facevano parte della batteria dei 40 e la Ernesta ha chiesto alla mia agrodolce metà di fatto se avremmo partecipato anche noi ai festeggiamenti. Va detto che, in quasi tredici anni che facciamo coppia, la mia parasuocera non ci ha chiesto quasi nulla in merito a celebrazioni o ricorrenze, e che, anche se l’agrodolce metà, da buon montagnino acquisito, non è propenso ai festeggiamenti in genere, e di norma glissa ogni impegno “mondano-istituzionale” con la maestria che solo l’uomo di Cromagnon aveva sviluppato per declinare gli inviti, alla sua mamma, non gli piace dire sempre ‘no’. A ‘sto giro, dunque, non ce la siamo sentita di dire di declinare, anche se sapevamo che il pranzo dei festeggiamenti si sarebbe svolto in una sala conviviale dell’oratorio.
    Saltata a piè pari la messa fiume di quasi due ore (sono rimasta sul sagrato a congelare per quasi un’ora, perché NON sapevo che fosse una funzione ‘king(lord) size’) mesta e incattivita sono stata trascinata e sospinta verso il succitato luogo di redenzione e aggregazione dove ero pronta ad immolare la mia lucidità mentale sull’altare del quieto vivere parafamiliare.

    L’oratorio in sé non era né meglio né peggio di qualsiasi altro, era solo un oratorio di provincia trista e mesta, che ci si potrebbe ambientare tranquillamente una fiction all’italiota e, devo ammetterlo, ha saputo regalarmi momenti di splendore: primo su tutti un giovincello prepubere che, giocando a ping-pong nella sala giochi, ostentava una succulenta felpina all-black con la seguente scritta spiccante in bianco brillate: “Cover me in chocolate and throw me to the lesbians”. Lo. Giuro. Impagabile. E già da solo avrebbe potuto allietarmi la giornata. Ma anche il gruppetto di musicisti da oratorio (appunto) mi ha regalato uno scintillate momento di gloria: quando un parente dell’agrodolce metà mi ha fatto notare che le musiche non erano poi malvagie, ho potuto, con sommo gaudio, fargli notare che Boy George, Cat Stevens e Fabrizio de André a distanza di pochi pezzi tramutavano la scaletta in un motivo di ira divina senza pari, o nell’inizio di una salace barzelletta: “Ci sono un gay, un mussulmano e un ateo…”. E la signora Cofana, a quanto pare gran dama del paesiello delle nebbie, presente a festeggiare il quarantesimo con un invisibile e scazzosissimo consorte, mi ha regalato la chicca finale, ostentando, abbinati ad una mise che ben si addiceva alla più integerrima delle perpetue, il più vistoso paio di kinky boots che io abbia mai adocchiato: 120 a spillo, tomaia in finta pelle stampa pitone fucsia metallizzato, incrostazione di borchie e catene, punta da sci di fondo. Un tripudio dell’eleganza di provincia, insomma.

    Mi rendo conto che ho rischiato grosso, ieri, perché è cosa nota che se fissi troppo a lungo l’abisso, prima o poi… ma è stato più forte di me, cercare una scappatoia da quella situazione di panico ecclesiastico. Ma così sono arrivata quasi indenne alle 17.30 di domenica pomeriggio. E, a conti fatti, il vino rosso era anche di un certo pregio.

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:59 | link | commenti (4) | categoria: alkoholiker, familie
    martedì, 16 ottobre 2007
    My Alcoholic Friend

    La mia prima sbornia compie oggi, più o meno a quest'ora, i 20 anni di età.

    Il colpevole fu un cocktail arancione improbabile dall'ancor più improbabile nome "Sgummamento", mescolato (non shakerato) dal proprietario sballone di una bettola per cannaioli vicino alla colonna elioterapica di Busto Arsizio (elioterapia a Busto Arsiozio, sì, e allora?). Mi ricordo di essere tornata a casa, aver fatto un sonnellino di mezz'ora sul divano e di essermi svegliata fresca come una rosa.

    E mi ricordo come mi sveglio ORA dopo una sbornia, avendo consumato almeno 12 ore di sonno.

    E mi rifiuto di aggiungere altro.

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:44 | link | commenti (2) | categoria: alkoholiker, gestern
    lunedì, 08 ottobre 2007
    Etilità
    Sabato sera, quel barlume di giovanilità che ogni tanto rischiara la mia casalinghitudine, mi ha trascinata, già brilla di vino e ammazzacaffé polacco, a subire il trashkaraoke di uno dei migliori locali della provincia milanese (per fortuna, la musica che l'ha seguito era davvero gustosa), insieme ad una cara amica, che ha imperturbabilmente continuato a parlarmi, longdrink dopo longdrink, mantendendomi sulla soglia della veglia, malgrado il mio vistoso barcollare e il sonoro biascicare.
    Ieri ho quindi passato la maggior parte delle ore di luce infagottata nelle coperte, cercando di scacciare i demoni dell'inferno da distillato di patate che si erano insiediati nelle volute del mio cervelletto. Dutante la via crucis, in uno sprazzo di lucidità e memoria, ho chiaramente ricordato di aver amabilmente disquisito dell'incanutimento del mio pelo pubico con il bassista di un gruppo italiano che qualche anno fa calcò il palcoscenico dell'Ariston... Sì, lo conoscevo da prima. No, non siamo propriamente amici. Sì, deve aver capito che ero ubriaca. No, la cosa non mi fa sentire meglio.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 10:57 | link | commenti (3) | categoria: alkoholiker, launisch
    venerdì, 14 settembre 2007
    La montagna ha partorito il topolino
    Nove giorni per redigerlo, tre per pubblicarlo, ma alla fine il Live Report per l'Independent Days Festival è online.
    Il fidanzato me l'ha approvato ("divertente, ma sei stata troppo buona con quei buffoni dei NIN" I gusti son gusti.)
    Il collega l'ha apprezzato ("mi piace" Laconico.)
    Il contatto all'organizzazione ha gradito (-non ho quotes da riportare, perché non l'ho sentita io personalmente...-)
     
    E adesso sotto con la nuova stagione. la Winehouse (prima che si ammazzi di coca), Rabia Sorda (e ci vado con il mio amico ritrovato), la Autumn (chissà perché ma il mio fidanzato è particolarmente interessato), magari anche i London After Midnight (malgrado i Kirlian Camera) e .. boh... spero tornino gli Editors in una data più felice. E se Regina Spektor si facesse una capatina qui...
     
    Ho voglia di musica, teatro, cinema, cibo e vino, tutto in quantità. Speriamo duri.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:22 | link | commenti (1) | categoria: muzik, kino, kunst, alkoholiker, launisch
    giovedì, 05 luglio 2007
    In visita dallo stregone
    La fase due della cura omeomostruosa è giunta al suo 45simo giorno di svolgimento. Come va? Vediamo:
    - Il cacao mi manca da morire, in tutte le sue forme e sostanze.
    - La carne di maiale, che d'estate vuol dire grigliate, vuol dire prosciutto&melone e salame&fichi, è un sacrificio difficile e mi sta facendo odiare la bresaola.
    - Il latte e i latticini, mancano al mio regime alimentare come la quarta gamba manca ad un tavolo quadrato. Anche lì, la ricotta è concessa, ma il resto no. Niente formaggi (quindi, ad esempio, niente caprese), niente latte (e la colazione con il tè e il latte di riso stanno mettendo a dura prova la mia vescica), niente yogurt (e la colazione è sempre più inconsistente), niente bevande probiotiche (che bene o male mi facevano arrivare alle 13 senza mangiarmi l'onnipresente collega), niente gelato (che d'estate è proprio un'ingiustizia).
    - Niente lievito. Che sarà mai? Rinunci al pane. Alle focacce. Ai grissini. Ai crackers. Alle schiacciatine. Alle bruschettine. Ai tarallini. Per non parlare di brioches o torte o biscotti. Solo pane azimo e gallette di cerali soffiati. E va be', per la dieta ci può anche stare. Ma rinunci anche alla birra, nella stagione delle feste della birra. Sto diventando un'avvinazzata, per compensare.
     
    Adesso: 4,5 kg in 45 gg sono 100 gr di prosaica zavorra sottocutanea e intramuscolare, in meno al giorno.
    Per non parlare degli altri benefici collaterali.
    Me ne rendo conto.
    Ma nei momenti tipo ieri sera, a casa sola, un po' annoiata e tanto stanca, un gelatino consolatorio poteva anche starci. O una birretta.
     
    Dallo sciamano ho la revisione a settembre.
    Resisterò?
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 15:30 | link | commenti (2) | categoria: alkoholiker, launisch, gesundheit
    venerdì, 25 maggio 2007
    MI A MI
    Quest'anno non ha scampo: il suo compare di scalate&grigliate sarà sui lidi ellenici a consolare la propria futura vedova bianca, costretto ad abandonarla di lì a poco, part-time, per avventurarsi fra sciami di avvenenti slovacche, mentre il resto della combriccola è sfaldato, diviso, separato, ricongiunto, prolificato, paturniato e in via di matrimonio.
    Perciò niente festeggiamenti alla brace, ma un weekend tutto mio e solo mio (nostro e solo nostro) con quella pecca del sabato mattina che so già che lavorerà, come Barba comanda.
    E quindi, per la sera del mio compleanno gli ho già detto cosa voglio fare; e a capo chino, ché la musica indie gli è indi(e)gesta, ha detto 'va bene, ma non scrivere live report nella tua testa per tutta sera' e io ho risposto che il giorno del mio compleanno non penso live report, ma mi ubriaco di mojitos.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 15:19 | link | commenti | categoria: muzik, alkoholiker, launisch
    giovedì, 08 febbraio 2007
    Non si finisce mai di imparare
    Questo è il capitolo in cui la protagonista impara, spesso nel modo peggiore, che:
    • a Milano esistono ancora delle rotonde vecchia maniera e il non dare la precedenza, può far prendere grandi spaventi;
    • a Milano esiste un locale dove tirare le noccioline è d'obbligo;
    • andare a mangiare in un posto dove grigliano carne, quando non si può mangiare maiale, renderà la serata un po' povera di alimenti;
    • Winnie Pooh può uscire dal bozzolo e diventare una bella topina con un notevole stacco di coscia;
    • un rapporto di amicizia lavorativa può sbocciare in qualcosa di più profondo e duraturo, anche in pochi mesi;
    • essere stronzi paga, se non altro per la soddisfazione di mandare a fare in culo il proprietario del locale ed ottenere così una standing ovation da parte delle maestranze, con tanto di grappa offerta;
    • esistono dei locali dove il karaoke tira ancora (e si pone delle domande sul connubio: arachidi/karaoke);
    • inviare sms da ubriaca è molto pericoloso (ed è quindi grata al tabbozzo di turno che, importunandola, l'ha distratta dall'idiozia che stava per compiere e le ha fatto recuperare la lucidità necessaria a non proseguire nell'intento... e per mandarlo a cagare);
    • affrontare la strada del ritorno, in una città dal traffico ostile, è un buon modo per riprendersi dalla sbronza non calcolata;
    • arrivare in una casa dotata di cane, dotato di naso da cane, con un vassoio pieno di avanzi di ossa e carne, senza essere troppo lucida, può determinare risultati disastrosi.
    Ed è solo un capitolo!
    Ma è un caso, perché oramai raramente la protagonista impara qualcosa di nuovo...
    a parte...
    ma questo, l'autrice, lo lascerà per un altro post.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:07 | link | commenti (3) | categoria: muzik, arbeit, alkoholiker, hund
    giovedì, 25 maggio 2006
    Macro Haiku n. 6

    Non ho più l'età. Lo devo ammettere. Definitivamente.

    Quando mai 3 vodka tonic e un bicchierino di birra mi avevano prostrato in un letto di lancinate dolore intracranico per 12 lunghissime, agonizzanti ore, cadenzate solo dall'assunzione di sostanze analgesiche e vagamente psicotrope?

    E soprattutto, perché proprio sul limitare del mio 33esimo anno di vita, mi sono dovuta imbattere nella consapevolezza che non é più cosa?

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 10:43 | link | commenti | categoria: alkoholiker, launisch