Questa è la tua vita e sta finendo un minuto alla volta
IO
Utente: haroldandmaude
...

Twitting...
    follow me on Twitter
    I Love Movies


    Pour écouter
    Voyeurs
    spiata da *loading* curiosi




    contadores de visitas
    contatori per blog

    Sto leggendo
    Ho finito di leggere
    Pics!
    www.flickr.com
    This is a Flickr badge showing public photos and videos from Murder Me Dead. Make your own badge here.
    martedì, 24 novembre 2009
    L'osmosi della nemesi
    Dieci lunghi mesi fa ho deciso di dare un taglio più o meno netto alla mia vita da epicurea, per interrompere la vergognosa scalata dei chilogrammi di sovrappeso che, nel frattempo, si era tramutato in obesità di primo livello. Più o meno nello stesso periodo, qualche settimana più tardi, la mia collega nemesi è finalmente rimasta incinta, dopo sette anni di tentativi e di patimenti. Così, mentre io diminuivo dapprima piuttosto rapidamente, poi in modo più cadenzato e regolare, lei iniziava a levitare: prima il seno, mentre il mio, come già più volte lamentato, sfioriva e si sgonfiava; poi le gambe e i fianchi, adorni giorno dopo giorno, di nuovi centimetri e rotondità; infine, ovviamente, la pancia che è riuscita a sconfiggere la naturale tensione di quell’odiosa pancia concava e ha iniziato fare spazio per l’erede in divenire. Intanto io scivolavo sempre con meno fatica in pantaloni che non avevo gettato al vento un paio di anni prima, solo per questa fissazione che ho di non buttare via nulla, ‘che un domani potrebbe servire’ e che poi, matematicamente, serve quando mi sono decisa a liberarmene; e  i miei amati reggipetto americani iniziavano ad andare larghi sul torace e ad avere sempre più spazio nella coppa, dove un tempo ero costretta a stipare e strizzare tutto il mio ben degli dei. Abbiamo iniziato a scherzare: “tutto quello che perde una, lo prederà l’altra” e via di questo passo. E alla fine, per un piccolissimo scarto, è proprio così che è andata: al momento io sono a -19 kg mentre lei è a +17,5 kg e le ho promesso che le presterò i miei improbabili pantaloni di peluche rosa shocking zebrato e ce li ho davvero) mentre lei mi minaccia con improbabili tailleur D&G e JC. Mentre lei è praticamente a termine (tra settimane si scinde) io sono a metà dell’opera e il timore che quest’osmosi si inverta, quando lei tornerà ad essere l’odiosa gnocca che era prima di rimanere inguaiata, è smorzato solo dalla speranza che quello che si è instaurato tra di noi sia dettato dal principio dei vasi comuncianti e svuotandosi quindi lei, io possa riprendere a diminuire, regalandole malignamente qualche chiletto da portarsi dietro, vita natural durante.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:49 | link | commenti | categoria: arbeit, launisch, gesundheit
    lunedì, 23 novembre 2009
    Passavo di qua
    Quando inzia ad esserci troppa polvere sui mobili, a casa mia, mi vien voglia di traslocare. Immaginiamoci, quindi, quanta voglia io abbia di mettere mano a questo blog, ora come ora...
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:22 | link | commenti (2) | categoria: launisch
    lunedì, 09 novembre 2009
    After all it's not easy banging your heart against some mad bugger's wall
    Vent'anni fa scrivevo dappertutto "I muri rovesciati diventano ponti!", oggi mi vien solo da dire che i muri abbattuti, fanno un sacco di sporcizia.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 20:37 | link | commenti | categoria: launisch
    mercoledì, 04 novembre 2009
    Lode principesca

    IO: Mi fai provare i tuoi SPLENDIDI occhiali neri e viola (sic)?

    COLLEGA: secondo me ti stanno bene.

    IO: (li indosso)

    PRINCESS: Stai benissimo! Sembri l’infermiera porca di un film porno.

     

    Quando i complimenti arrivano, mica posso permettermi, nella mia precaria condizione fisica-psichica, di selezionarli ed accettare solo quelli che mi aggradano. Mi faccio andar bene più o meno tutto, dal “Ma non li di mostri, 36 anni, sembri molto più giovane”, che mi rincuora non poco, anche se la difficoltà delle rughe ad affiorare sul mio viso è legata all’importante presenza del malefico grasso sottocutaneo, al “che begli occhi che hai! Cos’è, una sesta?” che tutto sommato, è poco signorile a ma vuol dire che ho ancora qualche carta da giocare.

    E’ per questo, penso, che l’elogio arrivatomi dalla mia splendida Princess, malgrado la solita peculiarità che contraddistingue tutto ciò che la splendida ninfetta esprime, abbia sortito il suo effetto positivo e mi abbia fatto piacere. O forse è solo che, inconsciamente, vorrei fare l’attrice.

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:32 | link | commenti (5) | categoria: kunst, arbeit, launisch, geschlecht
    lunedì, 02 novembre 2009
    Era una piccola ape furibonda

    Ultimamente i miei fine settimana scorrono all’insegna dell’ignoranza e della superficialità, per scacciare i fantasmi della mia depressione, tanto alimentata dallo stress settimanale. E’ così che ieri mi sono persa una notizia estremamente triste: Alda Merini è morta, ieri. Anziana tempesta di pensieri, consunta da un tremendo male alle ossa, Alda è stata uno di quei personaggi che spesso mi dimenticavo esistesse, penso, anche, per non stare ad osservare fuor di misura, un ritratto che troppo spesso mi sembrava uno specchio, con le troppe similitudini che ci accomunavano. Ma poi bastavano un aforisma letto da qualche parte o una fugace apparizione in TV per riportarla intensamente alla mia attenzione. (intendiamoci, non mi paragono alla poetessa, ma alla donna fragile e disturbata. Sia chiaro che sono fermamente conscia di non essere neppure in grado di leccare le suole della sua arte)

    Alda era *la* poesia, vaga impertinente prepotente e ammaliatrice. Un cuore di bimba con mille scorze impenetrabili, che aveva la capacità di cantare la canzone del mondo, così come quella di suonare la nota di ogni anima che avesse intorno. Senza peli sulla lingua, senza freni e senza pudore, si stracciava le vesti d’innanzi ai propri lettori, mettendo a nudo la propria sofferenza, asettica come un bisturi, rovente come una brace abbandonata ad ardere in mezzo alle ceneri altrui. Alda era la sofferenza tramutata in canto, sanguinante di liriche atrocità. Alda mi mancherà, seppur mi facesse paura, talvolta, leggere i suoi scritti.

    ELOGIO ALLA MORTE - Alda Merini

    Se la morte

    Fosse un vivere quieto,

    Un bel lasciarsi andare,

    Un'acqua purissima e delicata

    O deliberazione di un ventre,

    Io mi sarei già uccisa.

    Ma poichè la morte è muraglia,

    Dolore, ostinazione violenta,

    Io magicamente resisto.

    Che tu mi copra di insulti,

    Di pedate, di baci, di abbandoni,

    Che tu mi lasci e poi ritorni

    Senza un perchè

    O senza variare di senso

    Nel largo delle mie ginocchia,

    A me non importa

    Perchè tu mi fai vivere,

    Perchè mi ripari da quel gorgo

    Di inaudita dolcezza,

    Da quel miele tumefatto

    E impreciso

    Che è la morte di ogni poeta

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:59 | link | commenti (1) | categoria: poesie, kunst, schreiben, liebe, launisch