Dov’è sparita la mia capacità di ascoltare? Da ragazzina era una cosa innata e incredibile; addirittura sembrava emanassi onde cerebrali che predisponevano conoscenti e sconosciuti a parlarmi, confidarsi con me, espormi i loro dubbi. E non solo. Spesso, senza che io proferissi verbo o complemento, i miei sporadici interlocutori, monologando e gesticolando, si facevano una domanda e si davano una risposta, qualche volta pure sensata.
C’era sempre tempo per due chiacchiere e qualche considerazione, per discorsi immensi sui massimi sistemi così come per una sessione di shopping compulsivo. Ma di fondo, tutti sapevano che io ascoltavo. Non che ci fosse in giro questa voce, anche se di voci su di me ce ne sono state tante e variegate (se false o meno, non posso dire, perché al mio orecchio non sono mai arrivate o meglio, non le ho mai fatte arrivare. Di certo riguardavano i miei facili costumi e i miei incomprensibili travestimenti, ma quella era davvero un’altra vita. In ogni caso sicuramente c’erano esagerazioni ed iperboli.) Insomma, guardarmi negli occhi e parlarmi era bello per loro quanto era bello per me ascoltarli e dare attenzione. Adesso questa magia è svanita. Non ho più tempo, non ho più passione, non ho più empatia. Ho dato un calcio a Cassiopea, mandandola a finire sotto a un tir, temo, e ho accettato i giocattoli che mi mostravano gli uomini grigi. Anzi, credo proprio di essere stata addirittura assunta dagli uomini grigi.
Adesso sono in pochi a voler parlare con me di loro spontanea volontà, perché nei miei occhi vedono solo distrazione, sofferenza e preoccupazione. Non trovano più un bacile pronto ad accogliere i loro pensieri, ma un muro di gomma incrostato di ansia. E la vorrei io la mia Momo personale, adesso. Un orecchio pronto all’ascolto e un’attenzione fuori del comune che mi facciano parlare, a vanvera, senza meta, senza paura, che mi facciano tirare fuori quell’argomento che sto deliberatamente evitando da oramai sei mesi, consumandomi un pezzettino al giorno, tenendomi sveglia la notte, spaventandomi a morte e privandomi della magia di cui un tempo ero assolutamente sicura di essere intrisa.
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:38 |
link |
commenti (8) | categoria:
launisch
Svegliarsi la mattina e vedere il tetto della casa dei vicini imbiancato dalla neve, cambia la prospettiva. Cambia il metodo di approccio con il mondo. Fa spalancare gli occhi, quando di solito faticano soltanto a socchiudersi. Solleva gli angoli della bocca tuo malgrado. Spinge la mano sulla maniglia per spalancare la casa e accogliere il bianco fulgore depositato sui prati, le piante e l’edilizia tutta. Preme perché si indossino tronchetti di gomma e berretti di lana e si corra fuori a plasmare creature di neve pensando a Calvin & Hobbes. Porta alla memoria profumi di cioccolate calde e torte appena sfornate. Attutisce i suoni e staglia nuovi contorni, morbidi e invitanti sulle distese, cesellati e grotteschi sulle linee verticali. Richiama a gran voce la macchina fotografica per poter essere ritratta nella sua forma migliore, quando ancora è bianca e intonsa, senza impronte a deturparla, né gas di scarico a insozzarla. Riesce, per pochi istanti, a farmi mandare a culo l’impegno e il senso del dovere e a farmi decidere di rimanere a casa, a godere di tutto quanto la sua prima visione mi abbia fatto desiderare. Quand’è così, l’amore che sobbolle nel mio cuore per la stagione invernale ritrova un ritmo intenso, scoppiettando di desiderio per temperature polari, sciarpe fatte a mano e tazze di brodo fumante.
La neve di oggi no. Questa spolveratina, tutt’al più, mi ha fatto pensare ad un pandoro appena zuccherato. Però, essendo la prima dell’ancora acerba stagione, ha saputo farsi ambasciatrice di buoni ricordi e non latrice di pessime condizioni logistiche. Per un lunedì mattina, è già gran cosa.
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:33 |
link |
commenti | categoria:
wetter
Se già avevo approfittato di queste pagine per allietarvi con la testosteronica interpretazione del Tonty della Legge di Murphy, secondo i dettami di Hollywood, non posso ora esimermi dal pubblicare l’altrettanto preziosa perla di competenza che la di lui futura consorte, la mia adorata collega Princess, ha da poco concepito:
Princess: – Santi Lumi! –
Io: – Princess, si dice “Santi Numi!” –
Princess: – Ma no, si dice “Santi Lumi!”, perché i Lumi esistono, i Numi no –
Beh dai, da un punto di vista intrinsecamente progressista, non avrebbe neppure torto.
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 15:24 |
link |
commenti (1) | categoria:
arbeit,
launisch
Eppure a me non sembrava così scontato che non sapessi resistere all'impulso di acquistare il CD di Amanda "Fucking" Palmer online, approfittando, già che c'ero, della promozione per l'acquisto del libro omonimo al CD.
Però, quando ho annunciato in casa l'acquisto compulsivo, le tre bestie di casa si sono guardate e hanno fatto spallucce, quasi a dire: "E dove sta la compulsione?".
Insomma, un po' di comprensione: i testi del libro sono di Neil Gaiman...
OK, lo so, ho bisogno di aiuto. O di uno stipendio molto più alto, almeno.
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 15:57 |
link |
commenti (2) | categoria:
launisch