Vivo il presente: non so raccontare del passato, non so far congetture sul futuro. Scrivere mi pesa enormemente. Voglio solo leggere, guardare ed ascoltare. Qui mi sa che per un po' bazzicherò poco. Ma, forse, domani avrò già cambiato idea.
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 15:19 |
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Chi l'avrebbe mai detto che tra le squallide mura di design innovativo di questo posto triste io potessi, superati sostanziosamente i trent'anni, aver trovato un'anima tanto affine da poterla chiamare non più collega ma a pieno titolo amica?
Ebbene, come dice il suo fantasmagorico secondogenito (una versione bellissima dello Stewie Griffin di Family Guy) che, a tre anni di vita, deve ancora affinare l'arte della fonologia: "Ciuccède".
La SuperMamma ha un anno più di me, ha scelto una vita diametralmente opposta alla mia attuale (sposata, con prole, divide la villetta con giardino con i suoceri) e vive, ahimè, dall'altra parte dell'hinterland milanese. Malgrado ciò e soprattutto malgrado le nostre frequentazioni rimangano confinate all'interno dell'orario di lavoro, in questi ultimi dieci mesi ho visto crescere un reciproco sentimento di affetto spontaneo, sorretto da stima, interesse e simpatia sempre più radicati. Ormai ci basta uno scambio di sguardi per raggiungere un'intesa che non ha dell'inquietante solo perché è vibrante di sincero stupore appagato. Molto spesso ci telefoniamo nello stesso istante per chiederci la stessa identica cosa ("Caffè?" "A pranzo usciamo insieme?" "Hai visto il tal film, ieri sera?") e altrettanto spesso sviluppiamo opinioni e reazioni uguali in relazione a situazioni e persone che incrociano il nostro cammino sulla moquette dell'ufficio.
Dunque, la SuperMamma sta per fare il terzo strike. Ovviamente mi sono accorta che era incinta praticamente subito e lei si è accorta che io me ne sono accorta altrettanto immediatamente, ma ne abbiamo parlato solo qualche mese dopo, dato che già da subito non si è rivelata una gravidanza facile e la scaramanzia è ancora una presenza scomoda, in questo incerto XXI secolo.
Così per l'Earth Day sto cercando informazioni su pannolini biodegradabili (anche se l'immagine mi riempie di orrore e mi fa ricordare l'inizio di "Signor Malaussène"), metodi di risparmio energetico e riduzione di impatto ambientale legati all'allevamento di un pargolo. E questo perché quando io mi innamoro di qualcuno tendo a superare le divergenze di opinione, trovando punti di contatto e interazione, fossero anche un pannolino lavabile e un omogeneizzato prodotto con riduzione dei kg di CO2 emessi per vasetto. Perché diciamolo, fare il terzo figlio nel 2008 è un po' da ecoterroristi, anche se si viene spinti da tutte le migliori motivazioni del cuore.
Forse dire che mi sono innamorata di quest'ecoterrorista dall'utero prolifico è forse esagerato, essendo io irrimediabilmente eterosessuale, ma di certo i moti di affetto che ho nei suoi confronti e questa mia arrendevolezza nel non contestare questa decisione che normalmente considererei malsana, mi suggeriscono che l'infatuazione per questa meravigliosa madre e donna, sia un sentimento di amicizia così forte da farmi rimanere piacevolmente stordita e inebriata.
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 15:38 |
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Se avessero iniziato a tradurre e distribuire Lansdale in Italia a tempo debito, la mia copia di "La notte del drive-in" ora sarebbe nelle stesse precarie condizioni de "Il Talismano" di King/Straub. Sarebbe stato il mio scrittore horror preferito, al pari di Stephen King, non c'è dubbio. Purtroppo lo sto leggendo solo ora e devo lasciare libero sfogo alla mia tredicenne interiore per poterne godere appieno.
[...]
- Dove diavolo siamo? - chiese Timothy
- Be', Toto, credo che non siamo più nel Kansas.
- Kansas? Siamo stati nel Kansas? E chi è Toto?
- Chiudi la bocca e cammina.
Qualche volta non serve a niente leggere o guardare vecchi film. Nessuno capisce di cosa stai parlando.
[...]
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:15 |
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Quando una nuova creatura pelosa varca la soglia della mia dimora, il rituale di assegnazione di un nome consono, prevede l'osservazione del nuovo arrivo per un lasso di tempo che va dalle 12 alle 48 ore circa, periodo in cui si cerca di individuarne il carattere, le caratteristiche, i gusti, le peculiarità. Passata questa fase, solitamente il nome scaturisce senza difficoltà e viene approvato all'unanimità (quando si è in due poi, è ancora più facile)
E così è stato all'arrivo dei tre gattini con cui ho voluto rallegrare la casa nuova, quasi otto anni orsono.
Rebelot si è scelto il nome praticamente all'istante, demolendo qualsiasi cosa gli capitasse a tiro, picchiando selvaggiamente i propri fratelli, inferendo anche a noi lesioni di lieve e media entità. Ora è latitante: ha scelto la vita randagia piuttosto che dividere casa e affetti con il cane, introdotto a forza nella sua vita anni dipo il suo insediamento, quindi visto come un affronto la cui onta non ha lavato nel sangue solo per il profondo amore che provava per il suo padrone.
Gateau è stato il più difficile, ma altrettanto azzeccato, alla fin fine. Dolce come un pasticcino, essenza di felino, ha purtroppo passato tropo poco tempo su questa terra per poter dimostrare al mondo che splendido micino era, ma per i 12 mesi che ha passato con noi, ha splendidamente addolcito le nostre vite.
Barone, l'ultimo rimasto dei tre, si guadagnò il nome arrampicandosi su ogni superficie verticale con un minimo di grip ci fosse in casa. All'inizio doveva chiamarsi Cosimo, ma non ci convinceva del tutto, così non abbiamo considerato il nome del protagonista, ma il titolo del libro, lasciando il "rampante" sospeso nell'aria. Destino del nome di questo gatto, però, era quello di avere nome mutevole. Barone non gli bastava, per quanto era bello da cucciolo, così è spuntato fuori, non si sa ancora da dove, Barone Ilario, presto esteso in Barone Ilario Arturo, per far rima con "il gatto che torturo", perché l'agrodolce metà si divertiva e diverte a fargli piccoli scherzi innocenti sfurttando ahimé la sua scarsa intelligenza felina. Negli anni, la bellezza da gatto da spot è lentamente sfiorita, complici le lunghe estati in amore che lo trascinavano fuori casa per giorni e giorni, restituendocelo malconcio, pieno di graffi e parassiti, scarso di pelo e a volte ripieno di pus, per vari ascessi regalati da morsi ricevuti per la battaglia più antica del mondo, quella per il diritto di tr...are. Così ora, a Barone mancano: un pezzo di naso, svariati lembi di orecchie, mezza guancia, le palle (ops, per quello la responsabile sono io...) e ora quasi mezza lingua, tanto da farmi considerare la possibilità di cambiare libro di Calvino, e ribattezzarlo Visconte.
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