Questa è la tua vita e sta finendo un minuto alla volta
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Utente: haroldandmaude
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    mercoledì, 30 aprile 2008
    Sospensione delle trasmissioni, forse
    Vivo il presente: non so raccontare del passato, non so far congetture sul futuro. Scrivere mi pesa enormemente. Voglio solo leggere, guardare ed ascoltare. Qui mi sa che per un po' bazzicherò poco. Ma, forse, domani avrò già cambiato idea.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 15:19 | link | commenti (7) | categoria: launisch
    martedì, 22 aprile 2008
    Outing -ovvero- Mi sono innamorata di un'ecoterrorista - ovvero- Il mio Earth Day
    Chi l'avrebbe mai detto che tra le squallide mura di design innovativo di questo posto triste io potessi, superati sostanziosamente i trent'anni, aver trovato un'anima tanto affine da poterla chiamare non più collega ma a pieno titolo amica?
    Ebbene, come dice il suo fantasmagorico secondogenito (una versione bellissima dello Stewie Griffin di Family Guy) che, a tre anni di vita, deve ancora affinare l'arte della fonologia: "Ciuccède".
     
    La SuperMamma ha un anno più di me, ha scelto una vita diametralmente opposta alla mia attuale (sposata, con prole, divide la villetta con giardino con i suoceri) e vive, ahimè, dall'altra parte dell'hinterland milanese. Malgrado ciò e soprattutto malgrado le nostre frequentazioni rimangano confinate all'interno dell'orario di lavoro, in questi ultimi dieci mesi ho visto crescere un reciproco sentimento di affetto spontaneo, sorretto da stima, interesse e simpatia sempre più radicati. Ormai ci basta uno scambio di sguardi per raggiungere un'intesa che non ha dell'inquietante solo perché è vibrante di sincero stupore appagato. Molto spesso ci telefoniamo nello stesso istante per chiederci la stessa identica cosa ("Caffè?" "A pranzo usciamo insieme?" "Hai visto il tal film, ieri sera?") e altrettanto spesso sviluppiamo opinioni e reazioni uguali in relazione a situazioni e persone che incrociano il nostro cammino sulla moquette dell'ufficio.
     
    Dunque, la SuperMamma sta per fare il terzo strike. Ovviamente mi sono accorta che era incinta praticamente subito e lei si è accorta che io me ne sono accorta altrettanto immediatamente, ma ne abbiamo parlato solo qualche mese dopo, dato che già da subito non si è rivelata una gravidanza facile e la scaramanzia è ancora una presenza scomoda, in questo incerto XXI secolo.
     
    Così per l'Earth Day sto cercando informazioni su pannolini biodegradabili (anche se l'immagine mi riempie di orrore e mi fa ricordare l'inizio di "Signor Malaussène"), metodi di risparmio energetico e riduzione di impatto ambientale legati all'allevamento di un pargolo. E questo perché quando io mi innamoro di qualcuno tendo a superare le divergenze di opinione, trovando punti di contatto e interazione, fossero anche un pannolino lavabile e un omogeneizzato prodotto con riduzione dei kg di CO2 emessi per vasetto. Perché diciamolo, fare il terzo figlio nel 2008 è un po' da ecoterroristi, anche se si viene spinti da tutte le migliori motivazioni del cuore.
     
    Forse dire che mi sono innamorata di quest'ecoterrorista dall'utero prolifico è forse esagerato, essendo io irrimediabilmente eterosessuale, ma di certo i moti di affetto che ho nei suoi confronti e questa mia arrendevolezza nel non contestare questa decisione che normalmente considererei malsana, mi suggeriscono che l'infatuazione per questa meravigliosa madre e donna, sia un sentimento di amicizia così forte da farmi rimanere piacevolmente stordita e inebriata.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 15:38 | link | commenti (1) | categoria: arbeit, liebe, familie
    martedì, 15 aprile 2008
    Tanto è uguale
    Continuo a ripetermelo e continuo a rispondermi che "...un bel cazzo!". Sto giusto pensando alla legge Biagi, varata dagli immondi, usando un nome martirizzato (e anche lì avrei i miei dubbi sul vero mandante della tempestiva immolazione, ma forse leggo troppi libri e vedo troppi film di intrighi internazionali), sto giusto pensando alla Bossi-Fini, sto giusto pensando agli scempi già perpetrati dalla regione lombardia e quelli che ci attendono dietro l'angolo, ovviamente senza l'impiego di vaselina.
     
    Ieri sera, il concertino elegante degli Elii è caduto a proposito. Per due ore sono riuscita a non giusto pensare e a distrarmi e rilassarmi, assorbendo le vibrazioni positive che ogni volta le loro performance live sanno regalarmi a pacchi.
     
    Mi rendo conto che non potevano ignorare quello che sta succedendo fuori dalle mura del RS, ma sono loro grata per aver fatto solo un accenno sul encore del concerto, dicendo la loro con l'esecunzione di un brano del loro ultimo album.
     
    Il congresso delle parti molli
    Sta svolgendosi nell’organismo
    Il congresso delle parti molli;
    Un convegno che non mancherà di fare rumore.
    Tutti gli organi del corpo umano
    Sono pronti per la votazione:
    La mozione è la sostituzione della direzione.
    Sono presenti fra gli altri la milza, lo stomaco
    Le reni, laringe, faringe, meningi, mammelle
    Polmoni, polpacci, budelle
    E’ il buco del membro che sta parlando.
    Gli interventi sono concordanti tutti vogliono il buco del membro
    Una scelta che non mancherà di fare rumore
    Mai mai e poi mai l’avrei detto mai
    Che un buchino potesse guidare il mio corpo bellissimo
    Per darti un’idea sono appena al di sotto di Brad Pitt
    Ma più bello di Johnny Depp,
    Che moltissimi chiamano Johnny Deep.
    Però io ritengo che il buco del membro
    Non sia il candidato giusto per la guida del corpo.
    Produce la gente ma è privo di mente;
    Incarna le peculiarità tipiche del testa di cazzo.
    Se il buco del membro comanda alle membra
    Finisce che ho sempre il corpo priapissimo.
    Il Polifemo della fertilità vince ed io non posso farci niente,
    Me Tapino sono alla mercè di un foro incompetente,
    Sento gli ordini partire da laggiù, dal basso ventre.
    Mentre passeggio in città sento un impulso per le donne
    Di qualsiasi modello, capelli, statura e classe sociale
    Mi sembrano tutte donnissime sì sì sì sì,
    Ci vorrebbe un minuto di sosta
    Perché sono pago però non mi basta e temo
    La morte per gioia
    Ahi ahi ahi ahi, rischio l’aldilà
    Quando invece si sta così bene nel mondo dell’aldiquà
    Parafrasando Sergio Endrigo dirò che
    Se per fare un tavolo ci vuole il legno,
    Per fare tutto ci vuole tutto.
    Amico meato ormai ti ho accettato
    E forse sei meglio tu dell’encefalo
    Valutando i risultati della sfida endopolitica
    Si scopre la verità: vince il büs del member.
    Il buchino delle libertà
    Buco con il membro intorno
    Più bello di Johnny Deep
    O Johnny Depp, o Johnny Daip o Johnny D.
    O come dir si voglia.
    Ma per gli amici è il büs del member,
    Te lo dico con la Fender.
     
    Temo che diventerà l'inno di questo periodo grigio.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 15:21 | link | commenti | categoria: zukunft
    sabato, 12 aprile 2008
    Uh, che fatica!
    Che dire, conoscerli mi ha reso le cose più difficili, anche se il giudizio è genuinamente positivo. Un vero parto
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 19:43 | link | commenti (2) | categoria: muzik
    FÜTTER MEIN EGO
    Per fortuna che alla fine ci sono andata da ospite pagante, perché davvero non saprei trovare le parole per descrivere l'immensità del concerto di ieri sera. Sono ancora pervasa di magia industriale e spero che duri tanto a lungo.

    SABRINA
    It's not the red of the dying sun
    The morning sheet's surprising stain
    It's not that red of which we bleed
    The red of cabernet sauvignon
    A world of ruby all in vain
    It's not that red

    It's not as Zeus' famous shower
    It' doesn't, not at all, come from above
    It's in the open but it doesn't get stolen
    It's not that gold
    It's not as golden as memory
    Or the age of the same name
    It's not that gold

    I wish this would be your colour...
    Your colour, I wish

    It is as black as Malevitch's square
    The cold furnace in which we stare
    A high pitch on a future scale
    It is a starless winternight's tale
    It suits you well
    It is that black

    I wish this would be your colour...
    Your colour, I wish
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 00:37 | link | commenti | categoria: muzik, kunst, konzert
    sabato, 05 aprile 2008
    Dove vuoi andare, domani?
    Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?... un TomTomVoto non lo hanno ancora inventato?
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 10:11 | link | commenti | categoria: zukunft
    venerdì, 04 aprile 2008
    Bloodcorn

    Immagine di La notte del drive-in  Se avessero iniziato a tradurre e distribuire Lansdale in Italia a tempo debito, la mia copia di "La notte del drive-in" ora sarebbe nelle stesse precarie condizioni de "Il Talismano" di King/Straub. Sarebbe stato il mio scrittore horror preferito, al pari di Stephen King, non c'è dubbio. Purtroppo lo sto leggendo solo ora  e devo lasciare libero sfogo alla mia tredicenne interiore per poterne godere appieno.

    [...]
    - Dove diavolo siamo? - chiese Timothy
    - Be', Toto, credo che non siamo più nel Kansas.
    - Kansas? Siamo stati nel Kansas? E chi è Toto?
    - Chiudi la bocca e cammina.
    Qualche volta non serve a niente leggere o guardare vecchi film. Nessuno capisce di cosa stai parlando.
    [...]

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:15 | link | commenti (2) | categoria: bücher, launisch
    Putregatto
    Quando una nuova creatura pelosa varca la soglia della mia dimora, il rituale di assegnazione di un nome consono, prevede l'osservazione del nuovo arrivo per un lasso di tempo che va dalle 12 alle 48 ore circa, periodo in cui si cerca di individuarne il carattere, le caratteristiche, i gusti, le peculiarità. Passata questa fase, solitamente il nome scaturisce senza difficoltà e viene approvato all'unanimità (quando si è in due poi, è ancora più facile)
     
    E così è stato all'arrivo dei tre gattini con cui ho voluto rallegrare la casa nuova, quasi otto anni orsono.
    Rebelot si è scelto il nome praticamente all'istante, demolendo qualsiasi cosa gli capitasse a tiro, picchiando selvaggiamente i propri fratelli, inferendo anche a noi lesioni di lieve e media entità. Ora è latitante: ha scelto la vita randagia piuttosto che dividere casa e affetti con il cane, introdotto a forza nella sua vita anni dipo il suo insediamento, quindi visto come un affronto la cui onta non ha lavato nel sangue solo per il profondo amore che provava per il suo padrone.
    Gateau è stato il più difficile, ma altrettanto azzeccato, alla fin fine. Dolce come un pasticcino, essenza di felino, ha purtroppo passato tropo poco tempo su questa terra per poter dimostrare al mondo che splendido micino era, ma per i 12 mesi che ha passato con noi, ha splendidamente addolcito le nostre vite.
    Barone, l'ultimo rimasto dei tre, si guadagnò il nome arrampicandosi su ogni superficie verticale con un minimo di grip ci fosse in casa. All'inizio doveva chiamarsi Cosimo, ma non ci convinceva del tutto, così non abbiamo considerato il nome del protagonista, ma il titolo del libro, lasciando il "rampante" sospeso nell'aria. Destino del nome di questo gatto, però, era quello di avere nome mutevole. Barone non gli bastava, per quanto era bello da cucciolo, così è spuntato fuori, non si sa ancora da dove, Barone Ilario, presto esteso in Barone Ilario Arturo, per far rima con "il gatto che torturo", perché l'agrodolce metà si divertiva e diverte a fargli piccoli scherzi innocenti sfurttando ahimé la sua scarsa intelligenza felina. Negli anni, la bellezza da gatto da spot è lentamente sfiorita, complici le lunghe estati in amore che lo trascinavano fuori casa per giorni e giorni, restituendocelo malconcio, pieno di graffi e parassiti, scarso di pelo e a volte ripieno di pus, per vari ascessi regalati da morsi ricevuti per la battaglia più antica del mondo, quella per il diritto di tr...are. Così ora, a Barone mancano: un pezzo di naso, svariati lembi di orecchie, mezza guancia, le palle (ops, per quello la responsabile sono io...) e ora quasi mezza lingua, tanto da farmi considerare la possibilità di cambiare libro di Calvino, e ribattezzarlo Visconte.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 12:31 | link | commenti (3) | categoria: familie, katze, hund
    mercoledì, 02 aprile 2008
    You will find me if you want me in the garden unless it's pouring down with rain
    Eccomi a cambiare prospettiva, perché l'ultimo obiettivo è stato egregiamente e goduriosamente raggiunto e superato, mentre il prossimo, di cui ho già discettato in questo luogo, in modo anche piuttosto noioso, è lungi dal divenire imminente (anche se ho già i biglietti, sìsìsì!)

    Quindi! La prospettiva cambia e mi trovo a guardare avanti, con nuove aspettative e poco lavoro, dato che 4 concerti su cinque va a finire che me li sono dovuti pagare... (ok, ok, non mi metterò a lamentarmi, è un anno e mezzo che li vedo tutti gratis...)  Anzi, a volerla ben vedere, sarà anche un bel banco di prova per capire perché scrivo di concerti: se solo per pagarmi in qualche modo la possibilità di verdeli gratis o perché alla fine mi ci diverto pure.
    In ogni caso mi aspettano:

    10 aprile - Einstürzende Neubauten - Acatraz
    12 aprile - Buning Latex - Jail
    14 aprile - Elio e le Storie Tese - Rolling Stone
    19 aprile - Team Plastique Berlin - Jail
    30 aprile - Surgery - Muscidrome

    Mentre i due del Jail sono esperimenti che oso compiere solo perché in zona amica, e quello all Rolling è una certezza di godimento, non fosse altro per l'eccellenza degli strumentisti che compongono il gruppo, per il primo e l'ultimo impegno di questo mese ricco di musica, mi sento di spendere due parole.

    Surgery
    Vengono da Roma, sono elettro-coatti e mi piacciono una cifra. Almeno su traccia. Su myspace
    rendono parecchio con i pezzi dell'ultimo album "L'Altra Educazione" e la cover di "Lamette" è trash quanto basta per portarmi al Musicdrome per una sana sessione di elctrodance, di quella che piace a me e che faccio sempre meno...

    Einstürzende Neubauten
    Qui in Italia, un po' per la lingua ostica, molto per l'ignoranza fatta di sanremini e ligabovini che infettano la scena musicale italiana, non sono nemmeno lontanamente considerati, se non da chi ha seguito percorsi sonori fuori dagli schemi italioti durante gli anni '80 e '90 e non si è fatto irretire dalle schitarrate d'oltreoceano come se esistesse solo il rock all'ammericana. Creatori dell'industrial, non sempre di facile ascolto, capaci di inaudita violenza come di soavi melodie di piglio teutonico, sono in giro da quasi trent'anni. Blixa Bargeld, sì proprio l'ex-chitarrista di Nick Cave, sì proprio l'altra voce di "The Weeping Song", si è inchiattito, tanto da mettere in tensione i bottoni del gilet del suo tre pezzi elegante
    , s'è fatto più riflessivo, ma non ha abbandonato le sue radici. Il loro ultimo lavoro, come ho già detto, è un capolavoro (so che non tutti la pensano così, ma fancù è un loro problema...) e dopo quattro anni avrò la possibilità di vederli ancora, sperando di sentire "Was ist ist". Fibrillo.

    Sono pronta a fare un bilancio per fine mese. Nur was nicht ist ist möglich.



    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 23:08 | link | commenti | categoria: muzik, kunst, konzert