Questa è la tua vita e sta finendo un minuto alla volta
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Utente: haroldandmaude
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    venerdì, 29 febbraio 2008
    Aaaaapperò
    Quando ti trovano ciondolante, di prima mattina, davanti alla macchina del caffé, con lo sguardo opaco e le reazioni di un sasso, e ti offrono un caffé per cercare di attivare almeno una mezza sinapsi arrugginita, non ti aspetteresti un approccio marpione, ma i giovani virgulti che crescono soffocati dalla moquette di questo tristo ufficio di fiscalisti, riescono a scaricare le proprie energie sessuali solo tra queste quarantaquattro mura. Così, mentre inserisci il pilota automatico, sparando battute collaudate a intervalli regolarmente casuali, alla tua butade "sono la regina delle tabelle pivot", la risposta "vorrei essere un insieme di dati, per potermi far rigirare come meglio credi" ti lascia senza possibilità di ribattere in modo neutro e imporpora le tue guance pallide, come non succedeva da qualche annetto.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 15:57 | link | commenti (1) | categoria: arbeit, geschlecht
    mercoledì, 27 febbraio 2008
    Latitante Latente
    Non scrivo più, lo so. E' che mi risulta difficile mettermi davanti ad uno schermo e lasciare libero sfogo ai miei pensieri, senza rischiare di venire travolta da l'oceano sotto vuoto che sto tenendo a bada dietro altissime barriere di difese consce e inconsce.
    Mettermi qui, a fissare lo schermo bianco è, allo stato attuale delle cose, un gesto pericoloso ed incosciente, quindi mi astengo dal pormi nelle condizioni di poter mettere nero su bianco (o grigio su viola) emozioni forti, delusioni cocenti, sentimenti altalenanti, batticuori sfarfallanti e pensieri galoppanti, perché sarebbe come spellarmi viva per poi rotolarmi nel sale.
    Basti solo pensare che per scrivere il peggior live report che ho prodotto fino ad oggi, mi ci sono voluti 13 giorni di lambiccamenti e continue correzioni, proprio perché a livello emozionale, quello dei Mission, è stato uno spettacolo di forte impatto e perché la nostalgia non è proprio il sentimento ideale da interpellare adesso.
    Sto finendo le energie a disposizione. Almeno riuscissi a recuperarne dall'accumulo lipidico, questo esaurimento avrebbe un senso...
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:36 | link | commenti (1) | categoria: muzik, launisch, gesundheit, konzert
    venerdì, 22 febbraio 2008
    Carretta
    Che io e il mio corpo si stia passando una fase di incomprensione reciproca, è assodato da anni, ma che la rappresaglia abbia raggiunto livelli tali da scatenare una guerra battereologica, mi sembra eccessivo...
    Sì, forse somatizzo un po' troppo e spesso il nervoso accumulato in ufficio si sfoga in recrudescenti dermatiti pruriginose. E la fame compulsivo-bulimica da frustrazione lavorativa di certo non fa bene al mio già pericoloso sovrappeso. OK, devo smettere di masticarmi l'interno del labbro inferiore prima di staccarmelo del tutto, ma non vi sembra esagerato accalappiare ogni tipo di germe e batterio presente nell'aria per schiantarmi a letto e impormi del riposo forzato?
    Io, che solitamente faccio un'influenza ogni due anni, mi ritrovo con il carnet del medico già pieno a metà del secondo mese dell'anno. E' ora di staccare la spina, sperando che non sia quella che alimenta anche la stabilità mentale.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 11:37 | link | commenti (1) | categoria: gesundheit
    lunedì, 11 febbraio 2008
    Appunti di viaggio
    Lavoro
    Una settimana e più senza capo, a casa ammalato, potrebbe essere rilassante, se solo non ci fossero nuovi collaboratori psicotici da gestire, vecchi collaboratori e i di loro legali, psicotici uguali, da congedare, richieste internazionali da evadere, caporioni su caporioni da accontentare e la posta da presidiare, perché il capo è ahimè dotato di blackberry e ciò significa che legge le mail, risponde e comanda. Potrebbe, ma di fatto mi sono sentita un robottino caricato a molla e preso a calci per giorni e giorni.
     
    Salute
    Ah beh, quando c'è quella... Il dente s'è cariato e andava devitalizzato. Un canale l'abbiamo otturato, ma il secondo s'è schiantato e due afte ma regalato, che la guancia hanno gonfiato. Il dentista ha bestemmiato ma il canale ha liberato e l'antibiotico m'ha dato. Ora il gonfiore è ridimensionato ed il dente è sempre bucato.
    Quando non c'è la salute, rimane la poesia...
     
    Famiglia
    La famiglia non te la scegli e, almeno in questo aspetto della mia vita, posso vantarmi di essere stata fortunata. Non ci sono né geni né eroi, né santi o martiri, però c'è amore, declinato in migliaia di forme e gesti. E radunarsi attorno al tavolo in quelle tre o quattro occasioni annuali è sempre un pantagruelico piacere. Più dello gnocco di zucca o dell'ossobuco alla milanese, mi sono saziata di rituali prese in giro collaudate, rimbrotti ritriti e complicità gastronomiche. Mi hanno anche strappato la promessa di andare al concerto di Avril Lavigne con la nipo... Cosa non fa, l'amore...
     
    Cinema&Spettacolo
    Fine settimana fruttuoso, rispetto al piattume degli ultimi, quantomeno.
    Venerdì sera sono finalmente riuscita, dopo anni di sfortunati inseguimenti, ad assistere a Caos, dei dinamici Quelli di Grock. Uno spettacolo di teatro-danza (ma più teatro-movenza) che rimane innovativo malgrado gli anni che ha, coraggioso nei temi musicali e semplice nell'immediatezza d'impatto.
    Sabato sera ho portato la dolce metà a vedere un film di fantascienza, per evitare le carnevalate ambrosiane che avremmo trovato in qualsiasi altro locale del milanese, un po' scettica ma preparata. E' andato a finire che Cloverfield è piaciuto più a me che a lui. Visione estremamente soggettiva del terrore puro causato dall'ignoto distruttivo. Nausea da riprese amatoriali a parte, l'ho trovato un'idea originale (e per favore basta paragonarlo a The Blair Witch Project...) Ecco, magari potevo aspettare di vederlo in TV ed evitare la spesa dei biglietti.
    Ieri sera abbiamo smesso di rimandare ancora la visione di Sunshine, quello di Danny Boyle. Il risultato è un lieve indolenzimento della zona cervicale, dovuto a tensione spasmodica nei momenti salienti del film, insieme però ad una placida soddisfazione. Davvero ben costruito, malgrado le piccole pecche. Andava visto.
     
    Libri&Musica
    Ho finito Mattatoio N. 5 e mi sto ancora chiedendo come ho fatto senza Vonnegut fino ad oggi. Ho bevuto ogni pagina di quel libro, provando emozioni soffocanti e liberatorie, tremando e sobbalzando. Ha reso l'orrore della guerra in un modo magistrale, ha reso l'idea di cosa sia stata veramente quella carneficina inumana, è riuscito a penetrare nel mio cervello anestetizzato ed insensibile come un punteruolo rovente. Così va la vita.
    Ho anche visto l'anteprima del nuovo video degli Elii. E adesso mi siedo e lo aspetto impaziente, questo Studentessi.
    Mercoledì, cioè dopo domani, vado a dare l'addio a Wayne Hussey e soci. Quando mi riempivo le orecchie solo di chitarre distorte, urla disumane e batteria con doppia cassa impazzita, 20 anni or sono, erano tra i pochi a riuscire a strapparmi un sospiro e uno sguardo sognante. Li ho già visti dal vivo, ma questo è il farewell tour (vero, non alla The Cure, che oramai sono all'ottavo last tour...) e ci voglio essere. Ovviamente, ho l'onore (onere?) di poter scrivere il live report...
    E sempre per quanto riguarda la scrittura, li sono accaparrata la recensione di "Alles Wieder Offen" e ora non so da che parte iniziare. Come si fa ad osannare gli dei della lamiera ondulata, gli operai della musica sperimentale, gli dei del suono industriale, senza risultare affettata, schematica e rigida? Dovrò capirlo in fretta...
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:25 | link | commenti (6) | categoria: muzik, kino, theater, bücher, arbeit, liebe, gesundheit, familie, konzert
    martedì, 05 febbraio 2008
    Continuiamo così...
    Soffrirò del tuo blando sadismo introspettivo, ansimando appena, ma resterò con l'anima schiantata al suolo, ad ogni tuo minimo accenno di genuina indifferenza.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:49 | link | commenti | categoria: