Sabato volevo ravvivare il mio mogano violaceo con una tinta leggermente più intensa. Adesso sono di nuovo nera, con dei fugaci riflessi viola. Sei mesi a schiarire la chioma senza brutalizzarla, svaniti nel nulla. Ho voglia di tagliarli di nuovo corti da maschiaccio (o da lesbica, mi ha detto qualcuno) proprio adesso che stanno superando la linea delle spalle, dopo 11 anni dall'ultima volta.
E va be'. Non è che adesso faccio schifo mentre prima ero strafiga. Ho solo cambiato il colore di capelli, però non volevo farlo adesso...
Ma son cose che capitano.
Ieri ho scoperto che per una mia svista, il mio ufficio ha pagato 1600 EURO. AL MESE. IN PIU'. a un Associata. Che ovviamente si è guardata bene dal farlo notare. E sì che è anche ricca di famiglia e il marito guadagna 5 volte lei... In ogni caso oggi ho scoperto perché il mio inconscio mi ha fatto annerire i capelli. Per gli shampoo a ripetizione che mi dovrò sorbire da qui alla fine dell'anno almeno...
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:56 |
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arbeit,
launisch
Novanta indimenticabili minuti di Visual Key con le chitarre distorte, ad invidiare il punto vita di Seth. A guardarmi le mani per essere sicura di non essere il frutto della matita di un mangaka. A guardarmi in giro per evitare crinoline. A ridacchiare. Di lunedì sera. Da sola. Forse non sono invecchiata poi così tanto.
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:17 |
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muzik
E ti pareva.
Io sono sempre in ritardo o in anticipo. Nel caso specifico, sono in ritardo di un solo giorno, ma abbastanza per perdermi un evento che aspettavo (no, anzi, che speravo accadesse) da almeno 7 anni...
Chickens Go Bok Bok Bok!
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 12:36 |
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bücher
... I have fought my way here to the castle beyond the Goblin City, to take back the child that you have stolen, for my will is as strong as yours and my kingdom is as great. You have no power over me.
Vent'anni fa.
Minchia.
Mi sembra ieri. E no, non è retorica da Peter Pan.
E' che Labyrinth, i suoi vent'anni di film, proprio non li dimostra. E ciò malgrado gli effetti speciali preistorici, malgrado un taglio narrativo un po' demodè, malgrado i jeans sopra la caviglia di Jennifer Connelly. Forse la musica è l'unico elemento che stride un po', ma se riesco a guardare Ladyhawk senza tapparmi le orecchie, sovrapponendo alla colonna sonora Enya o i Dead Can Dance, posso resistere alle dignitose tastierine di Bowie.
La trama è poco più di una favola: il filo conduttore è sempre quello della crescita spirituale e caratteriale attraverso il fallimento, la sofferenza o l'errore e la successiva ricerca di riscatto, attraverso, appunto, pericoli inenarrabili e innumerevoli difficoltà.
Il tocco di magia di Labyrinth quindi, sta nell'illustre consulenza prestata a scenografia ed effetti speciali da Brian Froud che purtroppo in Italia è conosciuto solo per le illustrazioni di questo libro (e se potesse ricevere un euro per ogni sua fatina, scelta come soggetto di un tatuaggio, solo con quel ricavato potrebbe comperarsi un atollo tropicale)
Pupazzi, Goblin, bruchi, cani e canidi, statue, porte... tutto era animato con la commistione di uomo e macchina. A volte con trovate geniali (il pozzo fatto di mani nere che formavano dei visi - non so spiegarla meglio) a volte furbe e leggiadre (il giocoliere che nascosto dietro Bowie, faceva roteare le sfere di cristallo) a volte truffaldine ma incantevoli (il castello basato sui disegni delle scale impossibili di Escher)...
Sabato sera sono andata a vedere Stardust, aspettandomi, non a torto, una delusione dal punto di vista della rivisitazione narrativa, ma speranzosa di trovare la scintillante magia dei disegni di Vess trasportata sul grande schermo (ed è stato anche il motivo per cui ho scelto di andare al cinema e non di aspettare il DVD da veder sul mio miserrimo 21"). E invece nulla a che vedere con le splendide illustrazioni del libro di Gaiman. Ed è stato molto più deludente quello di trovare un taglia e cuci tutto hollywoodiano al finale stralunato della versione cinematografica di un libro (fumetto?) che ho scoperto, purtroppo per me, tardi tardi, e che mi ha affascinato sia per l'intreccio della trama, scorrevole e intricata al tempo stesso, sia per le forti immagini evocative che ne scaturivano in continuazione, proseguendo nella lettura.
Insomma, uscendo dal multisala patinato, ho ripensato a Labyrinth, all'aura dorata che lo faceva risplendere come un piccolo carillon scintillante, e mi sono resa conto che c'era molta più polvere di stelle in quella favoletta multicolore che nello Stardust di Matthew Vaughn.
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:07 |
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kino,
bücher,
gestern
La mia prima sbornia compie oggi, più o meno a quest'ora, i 20 anni di età.
Il colpevole fu un cocktail arancione improbabile dall'ancor più improbabile nome "Sgummamento", mescolato (non shakerato) dal proprietario sballone di una bettola per cannaioli vicino alla colonna elioterapica di Busto Arsizio (elioterapia a Busto Arsiozio, sì, e allora?). Mi ricordo di essere tornata a casa, aver fatto un sonnellino di mezz'ora sul divano e di essermi svegliata fresca come una rosa.
E mi ricordo come mi sveglio ORA dopo una sbornia, avendo consumato almeno 12 ore di sonno.
E mi rifiuto di aggiungere altro.
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:44 |
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alkoholiker,
gestern
La caldaia si è rotta. Di nuovo. E oltre al problema che inizia a fare quel freschino acuto per cui si starebbe rendendo necessaria una vampa serale che scacci il reumatismo in agguato, subentra una fastidiosa componente esoterica che non nego mi inquieti: ogni volta che si rompe la caldaia, succede qualcosa. Qualcosa che prescinde dagli allagamenti della taverna e il conseguente deterioramento strutturale della mobilia e dei muri oramai costantemente essudanti salnitro.
Qualcosa a me, alla mia persona, o alle mie conoscenze.
La prima volta è stata la visita dei ladri, che oltre alla mia reflex, si sono portati via tutti i miei gioielli, tra cui una collanina con ciondolo d'argento e granati, piccola e di valore commerciale infimo, ma inestimabile per me, per il ricordo dell'ossuta mano di mia nonna che me la porgeva, chiedendomi di tenergliela fino alla sua uscita dall'ospedale...
La volta successiva ho litigato con una delle mie più grandi amiche: una lite talmente velenosa e sibilata da sgretolare il nostro rapporto a tal punto che, malgrado poi ci si sia moderatamente rimesse in contatto, c'è un imbarazzo tale nel contatto fisico e verbale, che raggiunge il dolore fisico.
La volta successiva mio padre ha avuto un attacco di angina. Si dice che in certi momenti ti tornino in mente tutti i momenti passati insieme. Io continuavo a sentire sulla guancia il bruciore dell'unica sberla ricevuta da lui in tutta la mia vita, 20 e fischia anni prima, e mi ci aggrappavo come all'unico caposaldo di tutta la mia esistenza. A posteriori, posso dire che non è stato un attacco grave, ma solo perché i miei abitano a 400 m dall'ospedale, e mia madre in certe situazioni si trasforma in uuonder-uuoman, per fortuna senza body a stelle e strisce, e l'ha caricato in auto e scaricato al pronto soccorso in tempo zero. In ogni caso a distanza di tre anni, possiamo dire che l'ha superata egregiamente.
Poco meno di due anni fa, la rottura della caldaia ha portato nella mia vita uno dei giorni più tristi che io possa ricordare. Ho perso, anche se per pochi mesi, una persona per me importantissima, un pilastro della mia sanità mentale, un affetto difficile, insondabile ma saldo e disperato. Una persona che non poteva più starmi vicino, in un momento che poi si è rivelato uno dei più difficili e strazianti di tutto il mio percorso di crescita e involuzione continue. Un momento in cui avevo bisogno della sua vicinanza come dell'aria che respiravo.
Adesso si è rotta di nuovo. Ed io, dietro la sagoma squadrata ed anonima che scruto con crescente apprensione, scorgo il malvagio profilo di un oracolo dispensatore di sofferenze. In attesa dell'ineluttabile cattiva notizia però, novella Cassandra delle tubature, continuo la mia vita di tutti i giorni, con un motivo in più per faticare a prender sonno la notte, sepolta sotto le coltri della mia insonnia, con l'orecchio puntato al termostato rivelatore.
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 11:49 |
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launisch
Quando avevo 14 anni ascoltavo solo metal, di quello pesante, cattivo e violento. Adesso più (è di tutt'altro genere la musica cattiva che ascolto ora), ma a certi brani e certi gruppi sono rimasta affezionata. Ecco perché questo favoloso gruppo (italiano!) di latin jazz è stato una rivelazione folgorante. Hanno rivisto pezzi spaccaossa come "South of Heaven", "Breaking the Law" e "I Wanna Be Somebody" in una chiave così giocosamente atipica, che si meriterebbero un plauso di tutta la scena metal, fosse un pochino open-minded...
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:59 |
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muzik,
gestern
Sembra che Milano ce la stia mettendo tutta per scrostarmi di dosso (egocentrica, moi?) la loria che mi zavorra.
L'anacronistica tentazione stilosa di Palazzo Reale, con la genialità kitsch di Vivienne Westwood e le provocazioni patinate di Lachappelle.
Lui, per sempre lui, soltanto lui, (il soggetto, non il ritrattista) che se non mi do 'na smossa, va a finire che me lo perdo sul serio.
E poi c'è l'altro pazzo alla Triennale.
Ah, se qualcuno fosse interessato a farmi compagnia, sono ben disposta ad accettare candidature (astenersi perditempo e malintenzionati)
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 15:21 |
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kunst
Sabato sera, quel barlume di giovanilità che ogni tanto rischiara la mia casalinghitudine, mi ha trascinata, già brilla di vino e ammazzacaffé polacco, a subire il trashkaraoke di uno dei migliori locali della provincia milanese (per fortuna, la musica che l'ha seguito era davvero gustosa), insieme ad una cara amica, che ha imperturbabilmente continuato a parlarmi, longdrink dopo longdrink, mantendendomi sulla soglia della veglia, malgrado il mio vistoso barcollare e il sonoro biascicare.
Ieri ho quindi passato la maggior parte delle ore di luce infagottata nelle coperte, cercando di scacciare i demoni dell'inferno da distillato di patate che si erano insiediati nelle volute del mio cervelletto. Dutante la via crucis, in uno sprazzo di lucidità e memoria, ho chiaramente ricordato di aver amabilmente disquisito dell'incanutimento del mio pelo pubico con il bassista di un gruppo italiano che qualche anno fa calcò il palcoscenico dell'Ariston... Sì, lo conoscevo da prima. No, non siamo propriamente amici. Sì, deve aver capito che ero ubriaca. No, la cosa non mi fa sentire meglio.
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 10:57 |
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alkoholiker,
launisch
Continuavo a ripetermi che sono diventata una persona noiosa. Sì, con qualche sprazzo di ironia e sagacia che ancora strappa estemporanei sorrisi ai miei interlocutori, ma di fatto mi sentivo divenire un'infrequentabile palla al piede.
Per parecchio tempo ho creduto che fosse legato al mio lento ma inesorabile distacco dagli impegni ludici ed extralavorativi che avevo in passato, allontanamento per cui ritenevo responsabile il mio crescere, o il mo invecchiare.
Di fatto, il lavoro a tempo pieno in una metropoli tentacolare, con residenza in umida campagna, ha ridotto all'osso il tempo da poter dedicare ad altro che non sia riassorbire le crisi di nervi da lavoro, badare alla casa e alle bestie, dare un po' di corda alla propria salute, riposare anche... (ora che ci penso, più si assottigliava il mio tempo libero, più si allargava il mio giro vita... che ci sia una correlazione?)
Di fatto, il suddetto lavoro è fonte unica del mio sostentamento, quindi non posso rinunciarvi a cuor leggero senza, nel migliore dei casi, soffrire di dipendenza materiale cronica o, nel peggiore, mettere la mia vita in mano a strozzinaggi emotivi imperituri.
Di fatto, tutte le attività che riempivano il vuoto della mia noia, prima di cadere nella spirale del tempo indeterminato e dell'autosostentamento, erano a retribuzione zero, se non, addirittura, richiedevano un seppur minimo obolo economico di finanziamento.
Quindi ho sempre ritenuto il timore della competizione (le nuove generazioni sono fresche di studi e di esperienze, disincantate quanto basta e con menti molto ma molto più dinamiche della mia), la riduzione forzata delle ore di trastullo e più tardi il trasferimento in un'altra cittadina, responsabili di avermi fatto via via abbandonare il teatro, il canto, la radio, il circolo culturale (e soprattutto ricreativo), l'ufficio di inormazioni turistiche di mia creazione...
Ora però, inizio a pensare di aver incolpato crescita e lavoro, solo per nascondere la pigrizia cronica che ha preso il posto della passione, della curiosità e della dedizione.
Noiosa per me stessa, quindi, e senza nessuna spinta per scrostarmi di dosso la letargia cerebrale. Ma per gli altri, è presuntuoso pensare di non esserlo sempre stata?
haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 11:31 |
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launisch