Questa è la tua vita e sta finendo un minuto alla volta
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Utente: haroldandmaude
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    martedì, 31 luglio 2007
    Requiem for two dreams
    Film come sogni, film come musica. Nessun'arte passa la nostra coscienza come il cinema, che va diretto alle nostre sensazioni, fino nel profondo, nelle stanze scure della nostra anima.
    I. Bergman

    Noi sappiamo che sotto l'immagine rivelata ce n'è un'altra più fedele alla realtà, e sotto quest'altra un'altra ancora, e di nuovo un'altra sotto quest'ultima, fino alla vera immagine di quella realtà, assoluta, misteriosa che nessuno vedrà mai, o forse fino alla scomposizione di qualsiasi immagine, di qualsiasi realtà.
    M. Antonioni
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 21:23 | link | commenti | categoria: kino, kunst
    lunedì, 30 luglio 2007
    Muggling
    Qulacuno di voi ci ha creduto che l'occhietto sifulo sarebbe riuscito a tenermi lontano dai Deathly Hollows?
    Io di certo no, infatti sabato mattina l'ho finito e il resto del weekend l'ho passato a rileggermi i brani salienti.
    Maledetta Zia Jo!
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 14:33 | link | commenti (6) | categoria: bücher, launisch, geschlecht
    venerdì, 27 luglio 2007
    Hocus Pocus
    Non lo nego, proclamavo ai quattro venti che era emicrania oftalmica, ma pensavo glaucoma, parlavo di aura, ma immaginavo tumore al cervello, dicevo stress e temevo sclerosi multipla. Sono fatta così, più esterno e più me la sto facendo sotto. Ne parlo in continuazione per sentirmi dire che è vero, non può essere che così. O almeno ricevre conforto di abbracci e coccole e carezze.
     
    E' così terribile non vederci da un occhio. La percezione delle cose cambia drasticamente, non solo visivamente, ma mentalmente. Divorare libri e film diventa impossibile. Ascoltare musica diventa difficoltoso, perché i problemi agli occhi mi prendono anche la testa, e la musica la vivo più come un fastidio che come un sollievo. La macchina fotografica non la avvicino neppure, figuriamoci le foto da modificare sul computer. E su quest'ultimo, quello di casa almeno, non metto mano da giorni, perché mi bastano le sessioni intense di formule e tabelle che mi autoinfliggo al lavoro.
     
    Ieri lo stregone mi ha inettato, nei punti dell'agopuntura cartilagine, miorilassanti, decontratturanti, fluidficanti e ieri anche un alcaloide per curare l'acutamente dolorosa contrattura dei muscoli oculari.
    E ha spiegato le mie patologie da un punto di vista fisiologico, psicologico e omeopatico, che alla fine è una somma dei due precedenti. Pare che la concomitanza di fattori di stress lavorativo, di stanchezza fisica e mentale, di caldo torrido e assenza di sonno, sia stata la miscela esplosiva che mi ha orbizzato. Pare che ci vogliano due settimane di tempo prima che il danno si riassorba. Pare che se non sarà così, anche se sono escluse tutti i miei timori di cui sopra, dovrò ripetere tutti gli esami fatti tre anni fa, sperando che nulla sia cambiato, sperando però che qualcosa si palesi.
     
    Tirando le somme: sto da schifo, ma non sto morendo.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:37 | link | commenti (1) | categoria: launisch, gesundheit
    martedì, 24 luglio 2007
    Monocola
    Orba e stremata. L'elevato tasso di stress a cui sono stata sottoposta nell'ultimo mese, è sfociato in un attacco bilaterale alternato di emicrania oftalmica.
    Prima l'occhio destro, come tre anni fa. Due settimane di visione periferica ridotta e offuscata. A parte una conclamata difficoltà a guidare con il buio, sono riuscita a cavarmela e a gestire i mille impegni di lavoro e casa.
    Adesso l'occhio sinistro, per la prima volta. Terribile. Dopo l'aura scintillante di venerdì sera, la visione periferica è diventata nulla, e al centro dell'occhio c'è un'enorme massa sfocata e distorta che corrompe tutto ciò che guardo. Significa non poter leggere (mi sembra giusto, dato che è uscito l'ultimo HP giusto sabato), non poter guardare la tv né andare al cinema, non sopportare la luce diretta (naturale o artificiale). Significa rischiare la vita ogni volta che guido e avere la nausea costante per tutto il tempo che passo al PC su quelle infami tabelle di excel, perché ovviamente non me ne sto a casa al buio, per riposare l'orbita contratta, dolorante e confusa. No, qui ci sono dei lavori da finire, la mia nemesi-collega è in ferie e il mio capo in fibrillazione. Quindi mi sto torturando da due giorni sul nuovo schermo LCD e mi sto imponendo due viaggi in auto al giorno, seppur brevi e che potrei fare a occhi chiusi (o anche offuscati), con i quali mi sembra di rischiare stupidamente la vita ogni volta...
    Eppure è meglio di tre anni fa, quando mi successe la prima volta. E' meglio perché so ce cos'è, e soprattutto so che cosa NON è: non è tumore al cervello, non è febbre cerebrale, non è un'avvisaglia della sclerosi multipla. E' solo emicrania oftalmica violenta e invasiva. Non si muore, non si diventa ciechi, non si perde la facoltà di usare il proprio corpo.
    Di quel periodo ricordo una frase, atroce, che mi fece piangere per ore: "Almeno tu hai la musica, se diventi cieca potrai continuare ad ascoltarla. Io, che leggo e basta, non potrei sopportare una cosa del genere". Tutt'ora ripensarci mi attorcina le budella come un antico strumento di tortura. Certe persone, seppur amorevoli e armate solo di buone intenzioni, non sono proprio fatte per portare conforto.
    E poi ricordo lo sguardo di mia madre. Era atterrito. Terrorizzata dagli esiti delle migliaia di esami, che in un mese intero di corse per i vari ospedali della provincia, mi avevano sondato cranio e occhi in tutti i modi.
    Ricordo anche l'ultima visita neurologica per verificare gli esiti della risonanza magnetica al cervello e agli occhi: quando mi hanno detto che non c'era nulla di anomalo nelle spirali del mio encefalo (nulla di registrabile dalla risonanza, aggiungerebbe qualche maligno) corsi da lei a darle la buona notizia. Volevo cancellarle quello sguardo di orrore dagli occhi. Mi prese una mano e strinse fortissimo, imponendomi di giurare. Giurai. Caricò con l'altro braccio e mi diede una borsata nella schiena, non troppo forte, ma nemmeno troppo piano. La domenica dopo andammo a festeggiare al ristorante, tutti insieme, la figliola dalla vista prodiga.
     
    A questo giro non glielo dico, che sono di nuovo monocola. Lo so che un pochino si spaventerebbe ancora.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 12:04 | link | commenti (3) | categoria: gesundheit, familie
    venerdì, 13 luglio 2007
    Ah, les huitres!
    Puddu è xenofoba. E non lo sa. Crede di essere una donna tollerante, ma portata all'esasperazione dal decadimento della società. anche se poi, non è che te lo spieghi proprio così. Semplicemente scolla le spalle, prima di girarle, davanti a ciò che le da fastidio.

    Puddu è divertente. E' una bella giovane donna. E' spiritosa. E' fragile e insicura. Cerca continua approvazione negli altri, ma è anche molto permalosa. La sua prima reazione, se l'approvazione non la ottiene, è di rabbia infantile. Poi il timore di essere esclusa dal gruppo che lei considera vincente, le fa superare l'offesa e riesce anche a ridere delle proprie reazioni.

    Puddu non mi capisce. A volte fatica anche ad ascoltarmi, soprattutto quando mi lancio in concioni interminabili sugli argomenti a me più cari: musica, cinema, libri. Dice che mi sesalto troppo, uso paroloni (!!!) e ho troppa memoria (???) Lei ascolta solo musica latinoamericana. La balla, anche. E bene. Addirittura li insegnava, i balli, insieme a quello che ora è suo marito. Ragazzo d'oro, che la ama. Che lei ama di amore egoista. Non vuole figli per non dividere l'amore di suo marito con altre persone.

    Puddu è sempre coordinata: una cosa tipo ombretto-collana-cintura-scarpe della stessa tonalità di colore, perfettamente in armonia con maglia e pantalone. E squadra tutti dalla testa ai piedi per trovare difetti. non per denigrare o criticare, ma perché non comprende come un essere umano possa uscire di casa non truccato, spettinato o scoordinato.

    Oggi ho portato le prime pesche del mio sparuto ma coraggioso e generoso alberello in ufficio, da offrire alla mia cricca di colleghe da caffè. Per condividere una cosa bella e assaporare con loro l'estate che arriva, lenta ma inesorabile, per portarci finalmente in ferie. Puddu ha guardato schifata le mie pesche, perché non sono esemplari da gioielleria della frutta, quei posti che, soprattutto nelle grandi città, espongono esemplari perfetti, costosissimi e spesso totalmente insipidi. Al suo 'Che schifo' ho reagito con cattiveria.

    Perché Puddu, anche con tutte le considerazioni di cui sopra, mi piace. Sa ascoltare (eccetto i miei concioni) e pensa a quello che le dici. Sa tenere le cose per sé, anche se non sa trattenere facce di disgusto. Ha senso dell'umorismo. E' pratica e concreta.

    Mi fa così incazzare vederla fermarsi alla superficie delle cose, sia essa la buccia di una pesca o l'opinabile gusto in fatto di abbigliamento di una collega. Perché io ho la sindrome dell'ostrica. Se mi piaci sei spacciato. Sei timido? Ti smuovo. Sei orso? Ti ingentilisco. Sei misantropo? Ti socializzo. Non sono capace di farmi i cazzi miei, se dietro la tua maschera scorgo un volto che mi attira.

    Puddu lo sa. Lo ha capito. Mi sfida tutti i giorni, con il suo smalto coordinato con i collant e le sue idee integraliste di stile. E' una bella sfida, perché a entrambe piace vincere.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 00:27 | link | commenti (3) | categoria: arbeit, launisch
    giovedì, 12 luglio 2007
    Messaggi subliminali

    ***

    "Te l'ho già detto: se non fossi già fidanzata ti farei un filo spietato"

    "E adesso cosa stai facendo?"

    "Mando messaggi subliminali"

    ***

    Non è tanto la broccolata in sè, che non spicca per originalità, ma le motivazioni: pare che trovare una donna con cui parlare come si fa con me, sia una cosa più che rara. Mah! :)

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 12:32 | link | commenti | categoria: arbeit, launisch
    mercoledì, 11 luglio 2007
    Come un coniglio di notte su una strada di campagna di fronte ai fari di un'auto in corsa

    La mattinata è iniziata così:

    (la mattinata da elettroencefalogramma piatto è iniziata prima, ma quella non conta, tranne quando c'è vomito di gatto da pulire)
     
    SMS: "Ho fatto una cazzata. Devo parlarti." Mia sorella. La regina precisina. La sacerdotessa della pianificazione millimetrica. Come, "Ho fatto una cazzata"? Mi sono agitata. Ma anche no. Perché mia sorella è anche l'Eleonora Duse del melodramma. Comunque l'ho chiamata. Per curiosità. Con un'idea appena di patema.
     
    Così mi racconta: ieri sera è andata ad una delle sue riunioni (comitato verdi, comitato per l'ambiente, comitato contro le antenne dei cellulari, corso di arabo... non so, non ho capito bene) e ha incontrato Heidi (lei la chiama Heidi, perché mio cognato la chiama Heidi, ma lei per me rimane, sempre, solo e comunque, Limpida) in avanzato stato di ... "...decomposizione?" ho suggerito io. Ovviamente no. Ho sentito una vocetta del mio profondo mormorara "..ccato..." )
    Quindi?
     
    Quindi ci ha scambiato quattro chiacchiere, prima di affrontare la riunione per la salvezza del pianeta (o almeno per la riunificazione dei popoli) e alla domanda di Limpida su come stessi io e alla richiesta di un numero di telefono a cui rintracciarmi, la mia impavida e granitica sorella si è lasciata prendere dal panico e le ha sganciato il mio numero, ma non il cellulare, che al massimo non rispondo, ma quello di casa, da cui riesci a risalire all'indirizzo di casa!!!
    ("Ho anche pensato di darglielo sbagliato, ma non mi sembrava carino"
    "..."
    "Perché in certi momenti non possiamo scambiarci? Tu avresti saputo cosa rispondere!")
     
    Questa notte mi ha sognata, nerovestita e infuriata all'estremo (che tutto sommato è vero, ma non con lei) che la picchiavo e inveivo, inveivo e la picchiavo.
    L'ho tranquillizzata. Le ho detto che le incursioni di Limpida nella mia vita non mi spaventano più. ("Cosa può farmi? Di soldi non gliene do più. Ho imparato la lezione anni fa. E non credo mi arrivi sotto casa per mollarmi il pupo") e l'ho tranquillizzata ché non aveva motivo di temere la mia ira, dopotutto Limpida sarà sempre un ombra all'angolo del mio occhio (magari quello destro, dato che l'emicrania oftalmica ne oscura la visuale periferica, tanto per vederla ancora più indistinta) e so che la ritroverò ancora sulla mia strada. Che non si angosci dunque, e mi auguri che quando succederà di nuovo, Limpida sia il coniglio pietrificato davanti ai fari della mia auto.
    Per una volta, un cambio di ruolo non mi farebbe schifo.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:35 | link | commenti | categoria: traum, launisch, gestern, familie
    giovedì, 05 luglio 2007
    In visita dallo stregone
    La fase due della cura omeomostruosa è giunta al suo 45simo giorno di svolgimento. Come va? Vediamo:
    - Il cacao mi manca da morire, in tutte le sue forme e sostanze.
    - La carne di maiale, che d'estate vuol dire grigliate, vuol dire prosciutto&melone e salame&fichi, è un sacrificio difficile e mi sta facendo odiare la bresaola.
    - Il latte e i latticini, mancano al mio regime alimentare come la quarta gamba manca ad un tavolo quadrato. Anche lì, la ricotta è concessa, ma il resto no. Niente formaggi (quindi, ad esempio, niente caprese), niente latte (e la colazione con il tè e il latte di riso stanno mettendo a dura prova la mia vescica), niente yogurt (e la colazione è sempre più inconsistente), niente bevande probiotiche (che bene o male mi facevano arrivare alle 13 senza mangiarmi l'onnipresente collega), niente gelato (che d'estate è proprio un'ingiustizia).
    - Niente lievito. Che sarà mai? Rinunci al pane. Alle focacce. Ai grissini. Ai crackers. Alle schiacciatine. Alle bruschettine. Ai tarallini. Per non parlare di brioches o torte o biscotti. Solo pane azimo e gallette di cerali soffiati. E va be', per la dieta ci può anche stare. Ma rinunci anche alla birra, nella stagione delle feste della birra. Sto diventando un'avvinazzata, per compensare.
     
    Adesso: 4,5 kg in 45 gg sono 100 gr di prosaica zavorra sottocutanea e intramuscolare, in meno al giorno.
    Per non parlare degli altri benefici collaterali.
    Me ne rendo conto.
    Ma nei momenti tipo ieri sera, a casa sola, un po' annoiata e tanto stanca, un gelatino consolatorio poteva anche starci. O una birretta.
     
    Dallo sciamano ho la revisione a settembre.
    Resisterò?
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 15:30 | link | commenti (2) | categoria: alkoholiker, launisch, gesundheit
    Quel signore è il mio pastore
    Sono un cane pastore.
    Ovvio, non sono l'unico, ce n'è altri che girano sempre attorno al gregge insieme a me, proteggendolo più da se stesso che da agenti esterni.
     
    Capita che da un mese a questa parte il pastore abbia variato itinerari e orari di pascolo, che abbia automatizzato gli abbeveratoi ed elettrificato i recinti. Tutte modifiche che hanno creato qualche problema di assestamento per il gregge e anche per i cani loro custodi. Uno di loro, fino a poco tempo fa uno dei più fidati e uno dei più socievoli, ha iniziato a mostrare segni di insofferenza, prima manifestandoli con latrati e guaiti sempre più insolenti, poi ringhiando sommessamente al mio passaggio (pare che la mia proattività per adattarmi alle nuove regole del pastore gli abbia dato particolarmente fastidio, per motivi che posso sospettare, ma fatico a immaginare), infine mi ha aggredito, approfittando di un momento in cui il pastore era distratto e lontano, azzannandomi alla gola davanti al capo muta, che però ha preferito sedare gli animi e, non solo non mi ha difeso ('ma che cazzo di capo sei?' ho pensato), ma mi ha impedito di rispondere all'assalto.
     
    Sul capo muta, almeno in parte, ho dovuto poi ricredermi. Al ritorno del pastore, gli ha fatto notare i segni dei ripetuti boicottaggi del cane indisciplinato, la mia ferita sanguinante, il gregge disorientato, affannato, improduttivo. Il risultato è stato che il pastore ha preso il 'ribelle' e l'ha portato nel bosco, brandendo un bastone nodoso e robusto. Non l'ha ucciso, no. Gli ha solo assestato un durissimo colpo quasi letale, come ammonimento, perché, anche se ribelle, rimane un bravo cane pastore, un gran lavoratore che ha perso per un attimo la retta via. Adesso l'insorto sta per i fatti suoi, non socializza più con gli altri cani, e se si trova alle mie spalle, sento sempre un sommesso latrato.
     
    Penso che noi cani pastori siamo indispensabili al pastore, penso che senza di noi, il suo gregge andrebbe perso sul primo declivio, però ho capito che quel bastone è sempre in agguato. Se diventiamo, non dico pericolosi, ma solo ingestibili, per noi c'è una fine ingloriosa, un pericolo di morte, la sparizione in uno schiocco di dita. Guardo il mio nuovo auto-proclamatosi antagonista e mi chiedo se non abbia avuto ragione.
     
     
    CAST
    harold&muade: cane pastore narrante
    il gregge: 200 dottori commercialisti
    l'antagonista: il collega del controllo di gestione
    il capo muta: l'HR manager
    il pastore: il Managing Partner
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 10:35 | link | commenti | categoria: arbeit, launisch, hund