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Utente: haroldandmaude
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    mercoledì, 18 ottobre 2006
    Baby, did you forget to take your meds?

    E' stato molto suggestivo assistere al concerto dei Placebo.
    E' stato viscerale cantare le parole di Meds. Sebbene sia un pezzo nuovo nuovo, ha smosso ricordi, sofferenze, sorrisi, tenerezza e nostalgia, scavando in un passato tra il remoto e il recente.
    [...]
    I was alone, Falling free,
    Trying my best not to forget
    What happened to us,
    What happened to me,
    What happened as I let it slip.
    [...]

    E' stato bello scrivere la recensione del concerto, forse perché era la prima volta che mi cimentavo in un'impresa così fuori dalle mie capacità. Quindi ancora meglio è stato sentirla apprezzata e di conseguenza vedersela pubblicata. Non credevo mi avrebbe emozionato tanto...

    [...]
    And that's the end and that's the start of it
    That's the whole and that's the part of it
    That's the high and that's the heart of it
    That's the long and that's the short of it
    That's the best and that's the test in it
    That's the doubt, the doubt, the trust in it
    That's the sight and that's the sound of it
    That's the gift and that's the trick in it

    You're the truth not I
    [...]

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 12:32 | link | commenti (2) | categoria: muzik, gestern
    lunedì, 16 ottobre 2006
    Mamma Sibilla
    Quando la mamma apre bocca, la natura si flette.
    No, non in generale. Io parlo del mio caso specifico, della mia mamma, amato oracolo maldestro e menagramo a tempo perso.
    Se l'autunno a cui sto andando incontro è mite, basta un suo accenno a temperature rigide in agguato, che il giorno dopo mi trovo a grattar via dal parabrezza il primo ghiaccio della stagione.
    Se accenna alla nebbia, sono già rassegnata a trovare una spessa coltre bianco-lattiginosa ad attendermi, ovunque vada, al successivo viaggio in auto.
    Se poi mi mette in guardia da qualsiasi tipo di contrattempo, sono spesso tentata di contattare il mio puntello di turno, per avvisarlo che sarò sicuramente in ritardo per sopraggiunte cause di forza maggiore, non dipendenti dalla mia volontà.
    E guai se solo oso farle notare che immancabilmente, se azzarda previsioni negative che riguardino la mia persona, quelle sue profezie diventano inevitabili realtà! Si offende, mi insulta, fa la sostenuta risentita. Insomma, non posso neppure chiederle di evitare quel tipo di esternazioni senza incappare in un litigio madre-figlia di quelli che non se ne vedono più.
    Eppure. Eppure anche lei ci crede, perché sulle vacanze in moto, non ha mai espresso opinioni.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:37 | link | commenti | categoria: wetter, launisch, familie
    venerdì, 13 ottobre 2006
    Raffaella
    Il mio nome di battesimo non mi piace. E' per quello che tutti i miei cari, i miei amici e i colleghi più stretti mi conoscono come Lella.
    Ho passato l'infanzia a sentirmi dire "Come la Carrà!", episodi che temo abbiano aggravato l'astio che ho nei confronti del mio appellativo.
    C'è da dire, però, che da tempo tento di redimere quest'accozzaglia di vocali e consonanti stridenti (tra tutti i dittonghi armoniosi che esistono, proprio "ae" mi dovevano affibbiare...) cercando tra gli illustri personaggi del passato, un omonimo (meglio omonima) che mi riscatti, almeno nominalmente e finalmente ho trovato quello che fa al caso mio!
    E non è solo il nome.. un qualcosa di mio ce lo vedo... OK, OK era una battona del Bois de Boulogne, ma dopotutto quest'elemento me la rende solo un po' più affine.
    RaphaelaE adesso di motivi per andare a vedere la mostra di Tamara de Lempicka, ne ho uno in più.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:01 | link | commenti | categoria: kunst, familie
    lunedì, 09 ottobre 2006
    Contraccettivi
    Qualche volta vedi due occhioni scintillanti, incastonati nel musetto di un pupo tutto sorrisi e giuggiole, e pensi "Però!".
    Qualche volta vedi una manina stretta convulsamente al dito del genitore di turno e un sorriso grande come l'universo che innalza gli angoli della bocca di entrambi e ti dici "Forse..."
    Qualche volta vedi un pancione macroscopico portato con fatica, orgoglio, stanchezza, gioia, dolore e speranza e immagini come starebbe su di te, che effetto avrebbe su di te.
    Qualche volta pensi a quanti anni hai e senti l'orologio biologico un po' in fermento.
    Qualche volta pensi ai nomi propri di persona e selezioni una rosa di candidati ricercati, ma non troppo.
     
    Poi...
     
    Poi fai un aperitivo con un'amica, una cara amica che non vedi da anni... e invece che ascoltare rapita i suoi racconti e aggiornarla sulla tua vita, ti ritrovi a schivare bottigliette di aperitivo rosso schizzate in giro, evitare piccole dita unte di patatine che arrancano sui tuoi jeans, alzare il tono di voce per farti sentire oltre gli schiamazzi e i trilli, mettere le mani a conca di fianco alle orecchie, per captare la voce della tua amica... E, chicca finale, scopri che quegli sciammannati di genitori che non si curano del fastidio che la loro creatura provoca agli altri avventori del bar, quei genitori che sono lì a recitare la parte, come in un set di spot di brut (scusa S.B.), hanno chiamato quel piccolo, esile troll dalla chioma bionda, niente di meno che Cheyenne!
    Ecco, le urla, il fastidio, la borsa della nonna piena di campari, gli occhiali da sole della mamma unti di patatine, il palese rincoglionimento della famiglia tutta, mi hanno fatto ricordare che stanno finendo i preservativi.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 14:58 | link | commenti | categoria: launisch, zukunft, familie
    giovedì, 05 ottobre 2006
    Dire e Non Dire
    Quando il mio sorriso ti migliora l'umore, per favore, dimmelo.
    Quando il mio risotto viene meglio di quello di tua madre, per favore, rivelalo.
    Quando ti porto a casa i tuoi giornali, i tuoi libri, le tue riviste, non dico di rimborsarmele, ma almeno un "grazie", per favore, ciaccialo fuori.
    Quando mi trucco (occasione rara, oramai) e il mio viso assume una forma vagamente piacente, per favore, esprimilo.
     
    Quando la mia espressione sembra quella di un bassethound perpelsso, per favore, evita di sottolinearlo.
    Quando la mia carbonara si è raggrumata e sa di poco, mangia, taci e, per favore, fammi anche un sorrisone.
    Quando mi compro un paio di scarpe, per favore, non farmi notare che ne ho già almeno 1000 paia, esagerando, oltretutto.
    Quando torni dal lavoro sabato a mezzogiorno e mi trovi scarmigliata, con rimasugli del trucco della sera prima sparpagliati a caso sulla faccia, in tuta e con le pantofolone ai piedi, per favore, non metterti a ridere.
     
    Non ti ho mai promesso che sarebbe stato facile, né tantomeno che te l'avrei reso tale, ma ti ho dato una garanzia illimitata su eventuali malfunzionamenti. Però, per favore, tu leggi le istruzioni.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 12:37 | link | commenti | categoria: launisch