Questa è la tua vita e sta finendo un minuto alla volta
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Utente: haroldandmaude
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    martedì, 24 novembre 2009
    L'osmosi della nemesi
    Dieci lunghi mesi fa ho deciso di dare un taglio più o meno netto alla mia vita da epicurea, per interrompere la vergognosa scalata dei chilogrammi di sovrappeso che, nel frattempo, si era tramutato in obesità di primo livello. Più o meno nello stesso periodo, qualche settimana più tardi, la mia collega nemesi è finalmente rimasta incinta, dopo sette anni di tentativi e di patimenti. Così, mentre io diminuivo dapprima piuttosto rapidamente, poi in modo più cadenzato e regolare, lei iniziava a levitare: prima il seno, mentre il mio, come già più volte lamentato, sfioriva e si sgonfiava; poi le gambe e i fianchi, adorni giorno dopo giorno, di nuovi centimetri e rotondità; infine, ovviamente, la pancia che è riuscita a sconfiggere la naturale tensione di quell’odiosa pancia concava e ha iniziato fare spazio per l’erede in divenire. Intanto io scivolavo sempre con meno fatica in pantaloni che non avevo gettato al vento un paio di anni prima, solo per questa fissazione che ho di non buttare via nulla, ‘che un domani potrebbe servire’ e che poi, matematicamente, serve quando mi sono decisa a liberarmene; e  i miei amati reggipetto americani iniziavano ad andare larghi sul torace e ad avere sempre più spazio nella coppa, dove un tempo ero costretta a stipare e strizzare tutto il mio ben degli dei. Abbiamo iniziato a scherzare: “tutto quello che perde una, lo prederà l’altra” e via di questo passo. E alla fine, per un piccolissimo scarto, è proprio così che è andata: al momento io sono a -19 kg mentre lei è a +17,5 kg e le ho promesso che le presterò i miei improbabili pantaloni di peluche rosa shocking zebrato e ce li ho davvero) mentre lei mi minaccia con improbabili tailleur D&G e JC. Mentre lei è praticamente a termine (tra settimane si scinde) io sono a metà dell’opera e il timore che quest’osmosi si inverta, quando lei tornerà ad essere l’odiosa gnocca che era prima di rimanere inguaiata, è smorzato solo dalla speranza che quello che si è instaurato tra di noi sia dettato dal principio dei vasi comuncianti e svuotandosi quindi lei, io possa riprendere a diminuire, regalandole malignamente qualche chiletto da portarsi dietro, vita natural durante.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:49 | link | commenti | categoria: arbeit, launisch, gesundheit
    lunedì, 23 novembre 2009
    Passavo di qua
    Quando inzia ad esserci troppa polvere sui mobili, a casa mia, mi vien voglia di traslocare. Immaginiamoci, quindi, quanta voglia io abbia di mettere mano a questo blog, ora come ora...
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:22 | link | commenti (2) | categoria: launisch
    lunedì, 09 novembre 2009
    After all it's not easy banging your heart against some mad bugger's wall
    Vent'anni fa scrivevo dappertutto "I muri rovesciati diventano ponti!", oggi mi vien solo da dire che i muri abbattuti, fanno un sacco di sporcizia.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 20:37 | link | commenti | categoria: launisch
    mercoledì, 04 novembre 2009
    Lode principesca

    IO: Mi fai provare i tuoi SPLENDIDI occhiali neri e viola (sic)?

    COLLEGA: secondo me ti stanno bene.

    IO: (li indosso)

    PRINCESS: Stai benissimo! Sembri l’infermiera porca di un film porno.

     

    Quando i complimenti arrivano, mica posso permettermi, nella mia precaria condizione fisica-psichica, di selezionarli ed accettare solo quelli che mi aggradano. Mi faccio andar bene più o meno tutto, dal “Ma non li di mostri, 36 anni, sembri molto più giovane”, che mi rincuora non poco, anche se la difficoltà delle rughe ad affiorare sul mio viso è legata all’importante presenza del malefico grasso sottocutaneo, al “che begli occhi che hai! Cos’è, una sesta?” che tutto sommato, è poco signorile a ma vuol dire che ho ancora qualche carta da giocare.

    E’ per questo, penso, che l’elogio arrivatomi dalla mia splendida Princess, malgrado la solita peculiarità che contraddistingue tutto ciò che la splendida ninfetta esprime, abbia sortito il suo effetto positivo e mi abbia fatto piacere. O forse è solo che, inconsciamente, vorrei fare l’attrice.

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:32 | link | commenti (5) | categoria: kunst, arbeit, launisch, geschlecht
    lunedì, 02 novembre 2009
    Era una piccola ape furibonda

    Ultimamente i miei fine settimana scorrono all’insegna dell’ignoranza e della superficialità, per scacciare i fantasmi della mia depressione, tanto alimentata dallo stress settimanale. E’ così che ieri mi sono persa una notizia estremamente triste: Alda Merini è morta, ieri. Anziana tempesta di pensieri, consunta da un tremendo male alle ossa, Alda è stata uno di quei personaggi che spesso mi dimenticavo esistesse, penso, anche, per non stare ad osservare fuor di misura, un ritratto che troppo spesso mi sembrava uno specchio, con le troppe similitudini che ci accomunavano. Ma poi bastavano un aforisma letto da qualche parte o una fugace apparizione in TV per riportarla intensamente alla mia attenzione. (intendiamoci, non mi paragono alla poetessa, ma alla donna fragile e disturbata. Sia chiaro che sono fermamente conscia di non essere neppure in grado di leccare le suole della sua arte)

    Alda era *la* poesia, vaga impertinente prepotente e ammaliatrice. Un cuore di bimba con mille scorze impenetrabili, che aveva la capacità di cantare la canzone del mondo, così come quella di suonare la nota di ogni anima che avesse intorno. Senza peli sulla lingua, senza freni e senza pudore, si stracciava le vesti d’innanzi ai propri lettori, mettendo a nudo la propria sofferenza, asettica come un bisturi, rovente come una brace abbandonata ad ardere in mezzo alle ceneri altrui. Alda era la sofferenza tramutata in canto, sanguinante di liriche atrocità. Alda mi mancherà, seppur mi facesse paura, talvolta, leggere i suoi scritti.

    ELOGIO ALLA MORTE - Alda Merini

    Se la morte

    Fosse un vivere quieto,

    Un bel lasciarsi andare,

    Un'acqua purissima e delicata

    O deliberazione di un ventre,

    Io mi sarei già uccisa.

    Ma poichè la morte è muraglia,

    Dolore, ostinazione violenta,

    Io magicamente resisto.

    Che tu mi copra di insulti,

    Di pedate, di baci, di abbandoni,

    Che tu mi lasci e poi ritorni

    Senza un perchè

    O senza variare di senso

    Nel largo delle mie ginocchia,

    A me non importa

    Perchè tu mi fai vivere,

    Perchè mi ripari da quel gorgo

    Di inaudita dolcezza,

    Da quel miele tumefatto

    E impreciso

    Che è la morte di ogni poeta

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:59 | link | commenti (1) | categoria: poesie, kunst, schreiben, liebe, launisch
    giovedì, 29 ottobre 2009
    Comunicazione di servizio
    Invece che seduta su di una scomodissima poltroncina di legno a rivedere Inglrious Basterds in lingua originale, sono seduta davanti al PC a piagnucolare e, malgrado le nubi nere e grevi di sventura che incombono sulla mia stanca e depredata testolina, sono qui per aiutare tutte quelle anime perse che da circa due settimane cercano di capire cosa voglia dire dire Tom Smith con "it kicks like a sleep twitch" e stanno approdando ad un mio post di quelli tristi e scoraggiati: lo "sleep twitch" è un movimento involontario nel sonno che, per chi sta di fianco al dormiente cinetico, può diventare un colpo, anche doloroso, senza che l'ignaro carnefice abia alcuna percezione del dolore, o spavento, che ha provocato.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 23:25 | link | commenti (3) | categoria:
    mercoledì, 21 ottobre 2009
    La pazienza è un albero: le radici sono molto amare, ma i frutti dolcissimi (se si arriva per tempo)

    Ieri sono stata sopraffatta da un’improvvisa e prepotente voglia di more. Ho anche elaborato una sontuosa ricetta, ricca di licenziosi ingredienti, per impastare una deliziosa torta di more, per poi poterla consumare dissolutamente.

    E’ un vero peccato che sia ineluttabilmente terminata la stagione.

    Un vero peccato.

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:55 | link | commenti (2) | categoria: launisch
    mercoledì, 14 ottobre 2009
    Tamarraggine endemica

    Sto ascoltando l'ultimo album dei Rammstein e mi sto divertendo. Il box deluxe edition è troppo caro, altrimenti ci farei un pensierino. Non denigratemi. Per risalire dall'abisso, ci si attacca a qualsiasi appiglio.

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:54 | link | commenti | categoria: muzik, launisch
    venerdì, 09 ottobre 2009
    It kicks like a sleep twitch

    Sono stata istruita, anni orsono, ad autodiagnosticare i primi sintomi della depressione nei miei comportamenti e nelle mie reazioni. Sono stata altresì preparata a distinguere le condizioni ambientali e i comportamenti altrui, che possano costituire un pericolo per il mio fragile equilibrio mentale.

    Il clima, ad esempio. La meteoropatia esiste. Per un’anima crepuscolare come me, l’accorciarsi delle ore diurne e il cambiamento del colore della luce di questa stagione è una gioia dei sensi, ma solo se accompagnata da una riduzione delle temperature, cosa che al momento non sta avvenendo, provocandomi un disagio fisico non indifferente. Lo so, sembra un’inezia, ma anche la più grossa frana fangosa è, dopotutto, composta da granelli di sabbia.

    L’alterazione delle dinamiche negli ambienti principalmente frequentati è un'altra fonte di ansia. Della mia attuale situazione lavorativa ho già discusso, qui, quindi non aggiungo altro; per quanto riguarda casa, invece, ultimamente è sempre molto molto molto vuota, perché l’agrodolce metà fra lavoro e impegni extralavorativi è spesso (e neppure troppo volentieri) assente.

    Le alterazioni biochimiche del corpo non sfuggono alla lista, di certo. Già essendo donna, ho variazioni ormonali continue; aggiungiamoci la dieta e il suo lato oscuro (l’insulina, quanto mi manca, l’insulina che prima producevo a litri!) e la sofferenza data da questa stagione di cui mi sono già lamentata poco sopra.

    Una volta individuati i fattori che potrebbero risultare scatenanti, so che devo mettermi in assetto da combattimento, per cercare di difendere il mio precario equilibrio emotivo. L’assetto prevede un legame affettivo solido, una tabella di marcia ben precisa, un obiettivo a breve termine e l’ossessione per un feticcio.

    La prima condizione indispensabile mi tiene ancorata a terra, la seconda mi fa seguire in percorso ben tracciato, la terza mi fa guardare avanti, la quarta diventa valvola di sfogo di tutte le anomalie comportamentali che salgono in superficie.

    Il funzionamento regolare di questo assetto mi permette di superare piuttosto agilmente le situazioni più rischiose, ma di fatto non è efficace al cento per cento. A volte basta una piccola spinta per farmi barcollare sul baratro del tracollo psicofisico. Come l’altra mattina, in treno. E’ bastato un malevolo sfogo, inutile e senza motivo, da parte di una megera dalla faccia color escremento fresco, sulla sottoscritta, per farmi seriamente vacillare. Chiamando repentinamente in causa il feticcio della mia ossessione momentanea, ho arginato limitatamente i danni, ma sono tre giorni che mi sento mancare il fiato e disperdo le energie in inutili sfoghi isterici. Non mi piace stare così (ma va?!) e non mi piace portarmi appresso un bagaglio emotivo riempito di purulenta cattiveria altrui, soprattutto in momenti come questi, dove già camminare dritta richiede uno sforzo encomiabile. Questa vampata di rabbia e mortificazione mi ha seriamente destabilizzato, facendomi perdere il controllo della situazione. Ho bisogno di ristrutturarmi. O forse ho solo bisogno di una brioche.

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 15:26 | link | commenti (3) | categoria: launisch
    mercoledì, 07 ottobre 2009
    Dopodomani sposi
    Ma che avete capito?!?! Io non c'entro. Princess e Tonty si sposeranno, quasi sicuramente, tra circa nove mesi. E stanno frequentando il corso per fidanzati. Settimana scorsa il prete che li istruisce e redarguisce (vorrei tanto essere mosca per vederli seguire almeno una lezione) li ha informati che questa settimana, invece che frequentare la canonica lezione, si sarebbero tutti recati in chiesa per "Le Quattro Stagioni". Princess è riuscita per un soffio a bloccare Tonty dall'esultare urlando "Che figata! Mangiamo la pizza al cartone sui banchi di chiesa!"
    A volte sospetto che Princess si inventi questi aneddoti da raccontarmi quando mi vede triste e depressa come oggi. poi ripenso all'unico incontro che ho avuto con Tonty e mi rendo conto che non è necessario inventasi nulla, su di lui. 
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:43 | link | commenti | categoria: arbeit, launisch
    domenica, 04 ottobre 2009
    Papillon

    ..
    In trepidante attesa del loro concerto, mi sto rimbecillendo con l'ascolto a nastro il primo singolo, che condivido, tanto per ridimensionare il mood negativo che ultimamente ha pervaso questo blog.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 11:07 | link | commenti | categoria: muzik, konzert
    giovedì, 01 ottobre 2009
    Effetti collaterali (non sempre negativi, dipende dai punti di vista) della riduzione del volume corporeo

    La dieta continua, malgrado i recenti accadimenti (ok, qualche piccolo sgarro edibile me lo sono concesso, per consolarmi un poco) lavorativi. Da febbraio ho raggiunto il considerevole traguardo di -16 kg, che considerato il periodo di vacanze, che sono state vacanze anche dalle restrizioni alimentari, e la breve ma intensissima parentesi polonaise, è un buon traguardo, nonché nuova base di partenza per la seconda fase della riduzione della massa grassa (e con questa formulina magica, mi sono assicurata un sacco di visite di casalinghe disperate e lavoratrici vituperate, unite nella lotta ai fianchi ciambellati), perché di kg devo perderne almeno altrettanti, anche a rischio di ridurre ulteriormente le mie già ridotte e afflosciate protuberanze.

    Comunque, fino a qui sono stata discretamente brava e, come già annunciato qui qualche mese fa, mi sono premiata con qualche acquisto azzardato, tipo delle nuove scarpe con tacco (gran tacco), lusso a cui  sono stata costretta a rinunciare anni fa e feticcio che mi ero quasi totalmente scordata. Perché, adesso inizio a ricordarmelo, più il tacco che porto è alto, più il grado di audacia nel mio modo di affrontare i rapporti interpersonali si impenna. Riassumendo in un semplice concetto, il tacco alto, mi fa zoccola (e con questa mi sono assicurata un sacco di visite da un altro tipo di utente). Analizzandomi attentamente dal momento in cui indosso la scarpa aggressiva, a quando la ripongo, mi rendo conto che non solo ancheggio vistosamente, ma proprio mi ci metto di impegno a sculettare. Ma non è solo quello. E’ proprio l’appoggiarsi con precarietà su pochi centimetri di piede, mantenendo un equilibrio effimero, ad intensificare in modo preoccupante la mia propensione all’accoppiamento selvaggio, e non per forza con il soggetto solidamente designato. So che non racconto niente di nuovo, dato che anche la splendida Lola proclama che “Il sesso è nel tacco!” a gran voc(ion)e, però aver recuperato questa sensazione sopita da anni mi euforizza e insieme mi stranisce. E mi fa venir voglia di perdera altri kg, tanto per vedere fino a che altezza di tacco riuscirò ad arrivare.

    Ohh you got me shaking

    to that moan you made last night

    Ohh my body's aching

    from that naked summer light

     

    Ohh my mind's setting you on

    It's just a game we play

     

    High heels have got me falling down on my knees

    High heels have got me falling down on my knees

    High heels have got me falling down on my knees

     

    Ohh the button's pushed

    and I am ready for the purple fall

    Ohh I’m all addicted

    to the sound of a certain call

     

    Ohh my mind's melting you

    Ohh I'm coming all the way

     

    High heels have got me falling down on my knees

    High heels have got me falling down on my knees

    High heels have got me falling down on my knees

     

    So, so long ago since felt shivers down my spine

    You, I need your sweat as much as you need mine

     

    Ohh my mind's melting you

    Ohh I'm coming all the way

     

    High heels have got me falling down on my knees

    High heels have got me falling down on my knees

    High heels have got me falling down on my knees

     

    [High Heels – Mando Diao]

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 19:21 | link | commenti (7) | categoria: launisch, geschlecht, gesundheit
    mercoledì, 30 settembre 2009
    It's the end of the world as we know it and I feel very very far from fine
    Tutto cambia, nulla cambia. Lo stravolgimento ai vertici è avvenuto senza terremoti o smottamenti. I soliti quattro burattinai hanno tirato i soliti fili e nulla sembra cambiato, visto da quaggiù. Ma dall'alto delle loro pile di denaro, potere e infamia, i padroni della baracca hanno iniziato a far rotolare le pietre che, non c'è da stupirsi, presto arriveranno a schiacciare le già stremate maestranze che attendono disincantate, a fondovalle.

    Quando gli elefanti lottano, è sempre l'erba a rimanere schiacciata.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 21:33 | link | commenti | categoria: arbeit, launisch
    lunedì, 28 settembre 2009
    B.Y.O.B.

    La dea della fertilità è tornata! Quella sciagurata spara-figli di cui sono platonicamente innamorata da anni è rientrata dalla terza-sì-ho-detto-terza maternità. Ed è tornata ad un mese dall’uscita di scena della mia collega-nemesi, che nel frattempo si è presa invidia e ha voluto anche lei contribuire a sovrappopolare il globo con un'altra creaturina inquinante/irritante/urlante. L’alchimia perfetta ha fatto sì che la dea della fertilità, per il prossimo anno (se non ci saranno gli stravolgimenti di cui sotto), sarà la mia nuova compagna di banco.

    E questa è l’unica situazione positiva della mia attuale vita lavorativa.

    Per il resto, sconforto e desolazione in ogni angolo. Il supercapo ha dato le dimissioni da supercapo, lasciandoci orfani e in balia degli sciacalli che stanno decidendo chi prenderà il suo posto. Gli scenari che si prospettano nel mio futuro sono uno più difficile del precedente.

    Nel caso A dovrei trovarmi senza lavoro entro la fine dell’anno. Nel caso B, potrei veder rivisto il mio mansionario, con il rischio di dover fare da segretaria a qualche dott.comm. cerebroleso con deliri di onnipotenza. Nel caso C potrei dover affrontare un semi-pendolarismo a base settimanale sull’asse Milano-Roma che mi veda nella capitale un paio di giorni a settimana. Nel caso D dovrei mettermi a cercare un appartamentino in affitto a Genova, dove vivere dal lunedì al venerdì, dato che il quartier generale . Quale che sia il caso, verrà discusso dopodomani. Qualunque sia il caso, ho il sospetto che a sto giro la mia proverbiale fortuna (quella che non mi ha mai fatto perdere uno stipendio dal 1995 e non certo quella che, solo raramente, mi ha fatto lavorare con individui dotati di intelletto) abbia tutta l’intenzione di abbandonarmi.

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:27 | link | commenti | categoria: arbeit
    martedì, 15 settembre 2009
    Nessuno può mettere Baby in un angolo!

    Quando sei una ragazzina adolescente ti senti un cesso, a causa dello sviluppo salterino e degli ormoni a ondate. Ti sembra che il mondo sia lì pronto a deriderti ad ogni passo, falso o giusto che sia. Hai idoli e sogni, nemici mortali e incubi. O almeno, è così che me lo ricordo io. E mi ricordo anche che durante la mia prima adolescenza uscì nelle sale italiane questo film romantico, che di “dirty” aveva proprio poco, ma che per tante ragazze come me, brutte anatroccole sgraziate e brufolose, è stato un lumicino a metà del tunnel. Baby (Frances) era bruttina e petulante (sì sì, impegnata e intelligente, coraggiosa e volitiva, ma sempre bruttina e petulante) eppure ha attirato l’attenzione di Johnny. L’ha addirittura sedotto! Guardare quel film ora mi fa un po’ ridacchiare, ma ogni volta che mi capita, della sensazione possibilista che mi diede allora, riesco ancora a sentire il riverbero. Di quello che ha fatto poi il bel Patrick, non mi ricordo di aver visto nulla, se non Point Break e Donnie Darko, ma lì era solo n attore, neppure tanto bravo. Ma il suo Johnny Castle, lo serbo gelosamente nel mio cuore di ragazzina brutta e imbranata. Addio Patrick, e grazie, per quel che te ne possa mai esser fregato.

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:28 | link | commenti | categoria: kino, launisch, zeit
    giovedì, 10 settembre 2009
    OK, lo ammetto!

    Sono partita piena di preconcetti, livore e insoddisfazione. Sono tornata piena di baci, vodka e sorrisi.

    La quattro-giorni polacca è stata, tirando le somme, una piacevole parentesi, anche se molto stancante e fisicamente probante.

    Il matrimonio, sebbene la mia opinione sul novello sposo rimanga invariata, è stato piacevole e gustoso. La vodka polacca è una martellata sulle meningi, ma il mio fegato, anche se adesso vira al verde fosforescente e lo si può vedere di notte, ha retto una quantità spropositata di distillato superalcoolico come non ne vedeva da anni, senza hangover del day after.

    Ho anche ballato e cantato in polacco la canzone degli auguri (ne hanno una che va bene per tutte le occasioni). La famiglia dell’agrodolce metà mi ha regalato piacevoli sorprese (almeno una ramo … quell’altro lo considero, già da tempo, buono solo per le impiccagioni).

    Sono stata redarguita da una bambina di quattro anni che considerava troppo abbondante la mia scollatura. Ho fatto parlare di vecchi ricordi lo zio che non parla mai. Ho fatto tacere di stupore il cugino che parla sempre. Ho tenuto testa al mio terribile suocero, ho fatto breccia nel cuore dei cognati polacchi. Ho individuato gli strascichi della scena goth della mia città di residenza, con cui ho già organizzato uscite ed incontri (ma poi, vedremo). Sono riuscita a guardare fuori dal finestrino dell'aereo la campagna novarese illuminata nella notte, malgrado il mio insostenibile mal d’aria.

    In certi momenti mi sento ancora un po’ brilla. Ed è piacevole.

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 16:26 | link | commenti (3) | categoria: alkoholiker, launisch, familie
    giovedì, 03 settembre 2009
    Polish Wedding, no thanks.
    Domani parto per una quattro-giorni in terra wojtyliana per un matrimonio (il fratellone, che garbatamente disprezzo, dell’agrodolce metà, finalmente […]si sposa) di cui non me ne frega niente, a cui non vorrei partecipare, per cui mi tocca pure sborsare. Dopo le disavventure della da poco terminata vacanza, che ci hanno visto arrancare per 50 km con la moto in fiamme sotto alle mie, ridotte ma comunque esposte, chiappone sudate, quello che non mi ci voleva ora era proprio un viaggio (con relativa spesa) che non vorrei proprio fare.
    Sgrunt!
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 18:00 | link | commenti | categoria: launisch, familie
    domenica, 30 agosto 2009
    Qui s'y frotte, s'y pique
    A toccar spine, ci si punge. Ma a volte il desiderio di cogliere una mora matura e succosa fa dimenticare il rischio di scorticarsi una mano. Quella bacca potresti lasciarla anche lì, a disposizione di un passerotto affamato, tanto tu a casa hai il frigorifero pieno. Ma la dolcezza di quel frutto riluce sulla superficie delle sue rotondità violacee e il suo profumo ti arriva lieve fino all'ipotalamo. E dopo che ne hai assaggiata una, piccola, dolce, invitante, monta la brama di raccoglierne tante e abbuffarti di dolcezze. Ma ci sono sempre le spine, e ad ogni affondo sai che ti graffierai le mani e pungerai le dita. Quindi strofini la lingua sul palato, per assaporare più che puoi il gusto che quel piccolo frutto ti ha lasciato in bocca, inspiri per trattenerne il profumo e ti incammini lentamente verso casa, guardando quella stilla di sangue che già scivola via dal tuo dito, succhiandolo un poco per disinfettare la lieve ferita.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 15:02 | link | commenti (5) | categoria:
    mercoledì, 05 agosto 2009
    Sempre ti graffierà chi nacque gatto
    Quando ti chiedo di adagiarti sulle mie ginocchia, offrendoti coccole e blandizie, non so mai quale sarà la tua reazione: se correrai da me a coda ritta e vibrante, profondendo fusa e strusciando il tuo musetto peloso sul mio viso proteso, oppure se starai a guardarmi di sottecchi, nascosto e defilato in un angolo, con quell’espressione di vago stupore accentuata dalla screziatura dei tuoi occhi ammaliatori, quasi infastidito e deluso dal fatto che io ti tratti come un giocattolo da manipolare. Ancora non ho capito, dopo tanti anni e tante peripezie, quale sia il tuo atteggiamento nei miei confronti. O meglio, comprendo la tua natura selvatica e percepisco il tuo desiderio di poter disporre di me come appiglio di sostentamento fisico ed emotivo, ma non riesco a seguire il filo dei tuoi sbalzi di attenzione nei miei confronti. So solo che, per ogni volta che ti dimostro di averne abbastanza della tua indifferenza, ottengo in risposta una nuova danza della seduzione, fatta di movenze, titillamenti, moine e provocazioni. Ti piace avermi a disposizione, per qualsiasi tuo capriccio e, sebbene negli anni tu abbia compreso che non posso essere sempre lì per te, la tua delusione nel non trovarmi sempre pronta a soddisfare i tuoi bisogni, fa regredire le tue azioni in atti da giovane maschio prepotente. Se invece sono io a cercarti, fai il prezioso, rimani sempre un’inezia più in là di quanto io possa fare per raggiungerti. Se poi cerco di prenderti di prepotenza, esasperata dai tuoi tira e molla, scappi e ti nascondi, scomparendo per un po’, valutando quanto tempo mi ci voglia per sedare il desiderio malsano di stropicciarti fino ad arruffarti i pensieri. Sarà sempre così, vero? La natura di entrambi ci porterà a questi continui conflitti personali dettati da bisogni e desideri distanti, che talvolta si incrociano in improbabili espressioni di sconfinato affetto e profondissima attrazione. Basta saperlo, e saperlo accettare.
    Il gatto brontola sempre, anche quando gode.
    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 12:03 | link | commenti (2) | categoria:
    lunedì, 03 agosto 2009
    Non è che...

    ... non mi succedano cose interessanti, anzi. Però non ho la forza di scriverle. Sono esaurita. Ho bisogno di ferie da tutto, me stessa e i miei pensieri compresi. Sarà difficile, ma intendo provarci. Di qui bazzicherò ancora meno. A settembre proverò a riprendere. Forse. Non riesco a pensare. Voglio solo riposare.

    haroldandmaude ci sta ancora pensando su dalle 17:17 | link | commenti (1) | categoria: launisch, gesundheit